c7.2.11 – I sistemi agroforestali e i nuovi PSR: primi risultati della misura 2.2.2 per lo sviluppo di nuovi modelli multifunzionali

Perali A* (1), Pisanelli A (1), Scarascia Mugnozza G (2), Paris P (1)

(1) IBAF/CNR, viale Marconi, 2 05010 Porano (TR); (2) CRA, Dipartimento Agronomia, Foreste e Territorio, via Nazionale, 82 00184 Roma (RM)
Collocazione: c7.2.11 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
7° Congresso SISEF *
Sessione 2: “Agroselvicoltura ed arboricoltura” *

Contatto: Anna Perali (anna.perali@ibaf.cnr.it)

Abstract: L’avvento della moderna agricoltura industrializzata, con eccessivo sfruttamento dei suoli e pratiche agricole intensive, ha contribuito ad una progressiva e pericolosa semplificazione degli agroecosistemi, con serie ripercussioni ambientali e produttive: instabilità idrogeologica dei suoli, inquinamento dei corpi idrici, riduzione della biodiversità, calo della materia prima legnosa, e impoverimento del paesaggio rurale. Tutto ciò è spesso avvenuto a discapito dei sistemi agroforestali tradizionali, come le piantate, le querce camporili, le siepi ed i filari arborei campestri: sistemi tradizionali obsoleti, ma di grande valenza ecologica. La ricerca ha elaborato nuovi sistemi agroforestali capaci di migliorare la qualità del rapporto tra agricoltura, ambiente e paesaggio e sviluppare nuovi modelli multifunzionali con l’abbinamento tra arboricoltura da legno e colture erbacee (sistemi silvoarabili) e/o pascolo brado (sistemi silvopastorali). La ricerca e la sperimentazione, sia nazionale sia internazionale, hanno di recente dimostrato la validità di alcuni sistemi silvoarabili di latifoglie di pregio (noce, ciliegio, pioppo) consociate a varie colture erbacee. Questo sia in termini economici, dimostrandone una maggiore redditività rispetto alla tradizionale arboricoltura da legno, sia in termini ambientali, quantificando i notevoli vantaggi dei sistemi silvoarabili nel contenere l’erosione dei suoli e la lisciviazione dei nitrati, nel conservare la biodiversità e ridurre l’emissione dei gas serra. Anche la nuova programmazione dei PSR 2007/13 ha evidenziato, con la Mis. 222, il riconoscimento dei punti di forza dei moderni sistemi agroforestali, con un sostegno finanziario diretto per l’impianto di nuovi sistemi. Questa misura è stata inserita nei programmi di sole quattro regioni: Marche, Umbria, Lazio e Sicilia, anche se è in corso d’opera la predisposizione del bando anche nel Veneto. Le prime risposte degli operatori agricoli e forestali alla Mis. 222 sono state totalmente inaspettate: il Lazio (unica ad aver attivato il bando) non ha visto pervenire domande di adesione alla prima scadenza (gennaio 2009); congiuntamente è da citare anche lo scarso risultato della misura 221, Primo imboschimento dei terreni agricoli, che contava ai primi di maggio solo una decina di domande. Le ragioni che hanno determinato gli esiti negativi della Mis. 222 sono in corso di analisi, attraverso un’indagine conoscitivo-opinionistica rivolta ai tecnici liberi professionisti agricoli e forestali dell’Umbria. Tale studio risulta interessante per capire come associazioni di categoria e tecnici del settore siano capaci di influenzare le scelte degli imprenditori agricoli, ma anche, l’effettivo interesse verso tali sistemi, valutandone la loro sostenibilità economica, il ruolo svolto dalla politica contributiva (PAC e PSR) e, infine, la propaganda fatta dalle Istituzioni.

Citazione: Perali A , Pisanelli A , Scarascia Mugnozza G , Paris P (2009). I sistemi agroforestali e i nuovi PSR: primi risultati della misura 2.2.2 per lo sviluppo di nuovi modelli multifunzionali . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.2.11