c7.1.3 – Pianificazione forestale territoriale come strumento di gestione multifunzionale: il caso della Regione Veneto

Portoghesi L* (1), Bertani R (2), Carraro G (3), Corona P (1), Marchetti M (4), Alivernini A (1), Dissegna M (2)

(1) Dipartimento DISAFRI, Università della Tuscia; (2) Regione Veneto; (3) DREAM s.r.l; (4) Dipartimento STAT, Università del Molise
Collocazione: c7.1.3 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
7° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Inventariazione e monitoraggio ambientale” *

Contatto: Luigi Portoghesi (lporto@unitus.it)

Abstract: La gestione multifunzionale delle foreste necessita della pianificazione, realizzata su più livelli di scala territoriale, quale strumento preferenziale di conoscenza e azione. Questa esigenza è riconosciuta sia a livello comunitario che nazionale. In Italia, il compito di promuovere la pianificazione forestale è affidato alle Regioni che predispongono i propri Piani forestali quadro ma possono anche prevedere piani forestali per ambiti territoriali specifici, al fine di rendere più agevole l’attuazione della politica forestale a livello locale. In coerenza con quanto sopra, la Regione Veneto accanto alla propria azione programmatoria generale e a supporto dei tradizionali piani a scala aziendale (Piani di riassetto forestale, Piani di riordino forestale) ha creato uno strumento pianificatorio intermedio, introdotto con la modifica dell’art. 23 della L.R. 52/78 attuata dalla L.R. 5/05 e definito Piano Forestale di Indirizzo Territoriale (PFIT). Il Centro di Studi Alpino dell’Università della Tuscia ha messo a punto per conto della Regione Veneto una metodologia originale in dieci fasi per la redazione dei PFIT applicandola a livello sperimentale al territorio della Comunità Montana dei sette Comuni (Altipiano di Asiago). La procedura mira, innanzitutto, a valorizzare l’ampia disponibilità di informazioni ambientali presenti nel sistema informativo regionale al fine di ridurre al minimo la necessità di rilievi originali sul territorio. Altro punto qualificante del metodo proposto è la costruzione della Carta delle funzioni prevalenti attraverso un algoritmo di analisi multicriteri applicato a unità territoriali costituite dalle particelle forestali nelle aree interessate dai Piani di Riassetto o da estensioni omogenee dal punto di vista del tipo forestale in quelle prive di pianificazione aziendale. L’algoritmo considera la vocazione del sito e l’attitudine del popolamento e integra questi due aspetti con il sistema di valori e di preferenze dei principali portatori di interessi riguardo al bosco, qualiquantificato mediante l’uso di questionari. Quest’ultimo aspetto consente di attuare un livello minimo ma significativo di partecipazione al processo decisionale che può essere integrato da altri momenti da definire caso per caso a seconda delle realtà socio-economiche considerate. Mediante la sovrapposizione della carta della funzioni prevalenti a quella dei tipi forestali il territorio del PFIT viene suddiviso in ambiti omogenei dal punto di vista tipologico e funzionale (ATF). Obiettivi della pianificazione, necessità infrastrutturali, azioni e priorità di intervento vengono definiti a partire dall’analisi delle criticità e delle potenzialità emerse durante l’analisi dell’intero territorio e poi riferite in termini di prescrizioni gestionali ai diversi ATF sulla base delle loro peculiarità.

Citazione: Portoghesi L , Bertani R , Carraro G , Corona P , Marchetti M , Alivernini A , Dissegna M (2009). Pianificazione forestale territoriale come strumento di gestione multifunzionale: il caso della Regione Veneto . 7° Congresso Nazionale SISEF, Isernia – Pesche (IS), 29 Set – 03 Ott 2009, Contributo no. #c7.1.3