c6.8.16 – Distribuzione e caratterizzazione di popolazioni di Heterobasidion annosum nella Regione Lazio

Scir’a M, D’Amico L, Annesi T, Motta E

CRA-ISPaVe
Collocazione: c6.8.16 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
6° Congresso SISEF *
Sessione 8: “Poster: “Biodiversità, cambiamenti climatici, monitoraggio”” *

Contatto: Mattia Scir’a (forest.pathology@ispave.it)

Abstract: Heterobasidion annosum (Fr.) Bref. è un patogeno capace di provocare danni ingenti su numerose specie di pini in areali diversi. Esso è agente di alterazioni dell’apparato radicale, con attiva carie basale, e porta a morte i soggetti attaccati. Per tale patogeno sono note anche differenze genetiche legate alla provenienza geografica. Infatti, è possibile distinguere isolati di diversa origine effettuando accoppiamenti con isolati tester e attraverso analisi specifiche sul DNA: si evidenzia così la presenza di popolazioni autoctone (Eur-P) e di isolati alloctoni (Nam-P). Il C.R.A.-ISPaVe dal 1998 studia, nelle pinete della Regione Lazio, numerose chiarie tipiche dell’azione di H. annosum. I monitoraggi sono stati effettuati sia con raccolta di carpofori e di materiale legnoso da piante alterate, sia catturando l’inoculo aereo con la tecnica delle rotelle trappola. La distribuzione delle due popolazioni geneticamente diverse del patogeno sinora evidenziata mostra la prevalenza degli isolati NAm-P nelle pinete costiere e la presenza esclusiva degli isolati Eur-P nei rimboschimenti nell’interno. Le uniche zone dove è stata evidenziata la sovrapposizione delle aree di presenza dei due patogeni sono la città di Roma ed alcuni settori più umidi della Foresta del Parco Nazionale del Circeo. L’aridità sembra essere un fattore limitante per gli isolati Eur-P, mentre non impedisce la diffusione di quelli NAm-P. Ciò è avvalorato dal ritrovamento del patogeno alloctono lungo le dune di Sabaudia, all’interno del SIC IT6004018, che include gli habitat prioritari con Juniperus spp. e Pinus pinea e/o Pinus pinaster (2250 e 2270 rispettivamente). Dal momento che il patogeno si perpetua nelle ceppaie e nelle radici delle piante morte, la progressiva riduzione delle pinete, necessaria per l’evoluzione naturale della vegetazione verso il bosco di latifoglie, non può essere lasciata all’azione indisturbata del patogeno, perché i residui infetti forniscono l’inoculo per future infezioni sulle latifoglie subentranti. Ciò è importante sia per il patogeno autoctono, di cui, in particolare, è nota l’attività su Fagus in Italia meridionale, sia per il patogeno di recente introduzione, il cui range di ospiti nel paese di origine comprende specie appartenenti ai generi Juniperus, Quercus, Fraxinus, Arbutus e Acer. Per questo si deve porre particolare attenzione al problema emergente, per la tutela della biodiversità delle specie spontanee e per la conservazione degli ambienti in cui esse vegetano.

Citazione: Scir’a M, D’Amico L, Annesi T, Motta E (2007). Distribuzione e caratterizzazione di popolazioni di Heterobasidion annosum nella Regione Lazio . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.8.16