c6.7.1 – Proprietà fisico-meccaniche di materiale legnoso proveniente da boschi percorsi da incendio

Baldini S (1), Quartulli S (2), Moretti N (2), Todaro L (2),

(1) Dipartimento di tecnologie, ingegneria e scienze dell’Ambiente e delle Foreste, Università della Tuscia; (2) DISCOFA, Università della Basilicata, Potenza
Collocazione: c6.7.1 – Tipo Comunicazione: Poster
6° Congresso SISEF *
Sessione 7: “Poster: “Energia, biomassa, arboricoltura”” *

Contatto: Luigi Todaro (luigi.todaro@unibas.it)

Abstract: Nell’ambito del progetto “Prin Miur 2005“ dal titolo “Tecniche di ripristino dei boschi percorsi da incendio, possibile uso del materiale legnoso e valutazione di impatto ambientale“, è stata condotta una ricerca con l’obiettivo di indagare sulle caratteristiche tecnologiche del legname proveniente da fustaie di pino marittimo (P. pinaster) e da cedui di roverella (Q. pubescens) percorsi da incendio. Cinque piante di pino marittimo (tre morte e due vive) e diciassette di roverella (distribuite tra piante vive e morte e tra polloni e matricine) sono state opportunamente individuate, abbattute e depezzate. Da ogni toppo della lunghezza di circa un metro sono state ottenute tavole non refilate dello spessore di 30 mm. La determinazione delle caratteristiche fisico-meccaniche sono state condotte secondo le norme vigenti. Solo sui segati di p marittimo è stata effettuata la determinazione dei difetti causati dall’incendio. Sia sul legname di pino che su quello di roverella è stata, inoltre, condotta una caratterizzazione energetica finalizzata alla determinazione del potere calorifico superiore (pcs) e del contenuto in ceneri. I risultati evidenziano che per entrambe le specie i valori di resistenza (compressione e flessione statica), la percentuale dei ritiri nelle tre direzioni e il contenuto di massa volumica non si discostano dai valori osservati in letteratura. Tuttavia i provini provenienti dall’alburno delle piante percorse da incendio mostrano valori di resistenza e di massa volumica significatamene inferiori rispetto a quelli provenienti dalla stessa porzione di legno delle piante vive. Diffusi attacchi di cerambicidi e alterazioni cromatiche sono maggiormente presenti sui segati di p marittimo proveniente da piante morte. Per quanto riguarda i valori di pcs e di contenuto in ceneri, i dati sono nella norma anche se il valore è strettamente correlato all’eventuale perdita di massa volumica causata da attacchi patogeni. Dai risultati ottenuti si evidenzia la necessità di utilizzare nel più breve tempo possibile i boschi percorsi da incendio. La permanenza in bosco delle piante interessate dal fuoco pregiudica notevolmente la qualità dei segati di pino marittimo e di roverella predisponendoli a diffusi attacchi di insetti corticicoli e funghi. È di fondamentale importanza, prima di effettuare la segagione, eliminare immediatamente la corteccia già in bosco per evitare la diffusione in segheria di insetti e patogeni. Il materiale legnoso, opportunamente segato, potrebbe trovare impiego come pedane per imballaggi, assortimenti di piccole dimensioni per lavori di falegnameria, ecc. Il materiale legnoso proveniente dai polloni di roverella o quello maggiormente interessato dal fuoco o diffusamente attaccato da patogeni potrebbero trovare una conveniente destinazione nel settore energetico o nell’industria dei pannelli.

Citazione: Baldini S , Quartulli S , Moretti N , Todaro L , (2007). Proprietà fisico-meccaniche di materiale legnoso proveniente da boschi percorsi da incendio . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.7.1