c6.5.9 – Determinazione dei pools di carbonio e azoto in cedui di cerro oltreturno

Tunno I (1), Di Matteo G (1), Bertini G (2), Piovosi M (2), Fabbio G (2), De Angelis P (1)

(1) DISAFRI – Università degli Studi della Tuscia, Viterbo; (2) Istituto Sperimentale per la Selvicoltura – C.R.A., Arezzo
Collocazione: c6.5.9 – Tipo Comunicazione: Poster
6° Congresso SISEF *
Sessione 5: “Poster: “Selvicoltura, pianificazione, paesaggio”” *

Contatto: Irene Tunno (irene.tunno@inwind.it)

Abstract: Le foreste sono importanti pools di carbonio e svolgono un ruolo primario nel sottrarre CO2 dall’atmosfera, come ampiamente dimostrato dalla comunità scientifica e ormai riconosciuto anche nei trattati internazionali per la salvaguardia dell’ambiente e per lo sviluppo sostenibile. Il carbonio si trova strutturato nella sostanza organica che viene continuamente formata dalle piante e decomposta dai microrganismi, determinando il bilancio netto dell’ecosistema. D’altra parte, l’azoto è l’elemento più spesso limitante la produttività e la sua disponibilità è strettamente dipendente dalla mineralizzazione della sostanza organica di cui è parte; anche l’attività dei microrganismi è a sua volta dipendente dalla “qualità” della sostanza organica (C/N), in un sistema dinamico di interazioni che rende gli ecosistemi forestali sensibili alle modificazioni ambientali. Obiettivo del presente lavoro è stato quello di quantificare i pools di carbonio e azoto nei diversi comparti di cedui oltre turno di cerro dell’Italia centrale, con determinazione analitica delle concentrazioni dei due elementi. Questa attività è inserita in un programma più ampio i cui obiettivi sono quelli di: determinare il contributo dei diversi pools nel bilancio complessivo di alcune tipologie di formazioni boschive; stabilire relazioni significative fra l’allocazione nei diversi comparti e le caratteristiche della stazione e della gestione selvicolturale; individuare elementi per la gestione sostenibile dei cedui di cerro dell’Italia centrale. A tale scopo sono state determinate relazioni allometriche basate sul diametro e l’altezza per la stima della biomassa epigea, suddivisa in fusto, rami grossi e ramaglia; sono stati inoltre quantificati i pools relativi alla corteccia del fusto, allo strato di lettiera, alle radici fini, al legno morto (CWD). La concentrazione di C e N nei diversi tessuti della pianta (25×4), nelle radici fini (20×3), nella lettiera (20×3), nel legno morto (10×3) e nel suolo (20), è stata effettuata con analizzatore elementare (270 analisi per sito). L’analisi elementare ha consentito di evidenziare variazioni significative nelle concentrazioni di C ed N fra i diversi comparti. Il pool più importante è sicuramente rappresentato dai fusti dei polloni, con quote rilevanti allocate nella corteccia degli stessi. A tale riguardo l’eventuale asportazione della ramaglia può ridurre considerevolmente la dotazione di azoto della foresta, con conseguenze di lungo termine sulla fertilità e quindi sulla possibilità di continuare ad immagazzinare carbonio nel futuro. Gli altri pools seppur di minore entità assumono un ruolo significativo poich’a rappresentano la componente stabile dell’ecosistema. La composizione di C ed N del legno in decomposizione (CWD), è risultata influenzata dall’attività di colonizzazione e decomposizione da parte dei microrganismi.

Citazione: Tunno I , Di Matteo G , Bertini G , Piovosi M , Fabbio G , De Angelis P (2007). Determinazione dei pools di carbonio e azoto in cedui di cerro oltreturno . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.5.9