c6.4.9 – Variabilità genetica del ciliegio selvatico in italia

Belletti P* (1), De Rogatis A (2), Ducci F (2), Ferrazzini D (1), Guerri S (2)

(1) Università di Torino, DIVAPRA Genetica Agraria, v. Leonardo da Vinci 44, 10095 Grugliasco (Torino); (2) CRA-ISSEL, v.le S. Margherita 80, 52100 Arezzo
Collocazione: c6.4.9 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
6° Congresso SISEF *
Sessione 4: “Sessione 4: Biodiversità, cambiamenti climatici, monitoraggio” *

Contatto: Piero Belletti (piero.belletti@unito.it)

Abstract: L’approvazione del Decreto Legislativo 386/2003 impone una riorganizzazione della filiera vivaistica forestale. In particolare, viene stabilito che il materiale di propagazione “identificato alla fonte” e “selezionato” può essere utilizzato soltanto all’interno della Regione di Provenienza in cui è stato prodotto. Scopo del presente lavoro è una valutazione delle caratteristiche genetiche di popolazioni italiane di ciliegio selvatico (Prunus avium L.). In particolare, si è voluto verificare se l’analisi della differenziazione genetica, unitamente a quella delle caratteristiche ecologiche del territorio, può consentire la definizione di Regioni di Provenienza. Il lavoro si è svolto secondo le seguenti fasi: scelta di popolamenti rappresentativi di varie condizioni ecologiche, valutazione delle caratteristiche ecologiche del territorio, definizione di aree ecologicamente omogenee, analisi di marcatori genetici relativamente alle popolazioni campionate, individuazione di aree caratterizzate da popolazioni geneticamente simili, sovrapposizione dei dati ecologici e genetici e definizione di possibili Regioni di Provenienza. Lo studio ha coinvolto individui appartenenti a 29 nuclei. La valutazione delle caratteristiche ecologiche del territorio è stata effettuata sulla base della cartografia esistente: in particolare si è fatto riferimento alle Soil Regions europee, come definite dalla Commissione Europea. L’analisi genetica è stata condotta analizzando la variabilità presentata da 8 loci microsatellite. Sulla base dei dati cartografici di natura ecologica, l’area in esame è stata suddivisa in 12 regioni omogenee, che differiscono per le caratteristiche climatiche, quelle pedologiche o entrambe. Gli 8 loci analizzati hanno presentato, nel complesso, 143 alleli, con una valore medio di circa 18 alleli per locus. L’analisi della struttura genetica delle popolazioni ha evidenziato come la maggior parte della variabilità genetica sia localizzata all’interno delle popolazioni e solo una parte di essa si collochi tra popolazioni diverse. Il valore positivo del coefficiente FIS medio denota un eccesso di omozigoti. I risultati ottenuti nel presente studio confermano, come già evidenziato in precedenza, come non sia possibile osservare una chiara strutturazione geografica della variabilità genetica: soltanto alcune popolazioni del Veneto sono risultate geneticamente affini tra quelle appartenenti alla medesima regione ecologica. In altri casi popolazioni geograficamente vicine sono risultate geneticamente simili, tuttavia in queste situazioni le regioni ecologiche di appartenenza sono risultate essere diverse. In questi casi la componente ecologica del sito di vegetazione appare di secondaria importanza rispetto ai flussi genici che coinvolgono popolazioni vicine, rallentando i processi di differenziazione genetica.

Citazione: Belletti P , De Rogatis A , Ducci F , Ferrazzini D , Guerri S (2007). Variabilità genetica del ciliegio selvatico in italia . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.4.9