c6.3.3 – Studio, sperimentazione e analisi di fattibilità di una filiera per la produzione di energia da coltivazioni arboree governate a ciclo breve e brevissimo in terreni agricoli: Progetto BIOFIL

Facciotto G*, Bergante S, Rosso L, Lioia C, Gugino C, Baratto G

CRA-ISPIO, Casale Monferrato (AL)
Collocazione: c6.3.3 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
6° Congresso SISEF *
Sessione 3: “Sessione 3: Energia, biomassa, arboricoltura” *

Contatto: Gianni FACCIOTTO (facciotto@populus.it)

Abstract: In un momento storico in cui la ricerca di fonti energetiche alternative rappresenta non solo la necessità di poter sopravvivere senza combustibili fossili, ma anche l’obbligo di ridurre le emissioni atmosferiche di gas serra per mitigare i cambiamenti di un clima sempre più aggressivo, le biomasse sembrano essere sotto vari aspetti una valida alternativa. Per loro stessa origine, sono presenti pressoché su tutto il globo e sono di vario genere, adattandosi a vari tipi di utilizzo. Riguardo alle biomasse di tipo lignocellulosico, la ricerca, negli ultimi dieci anni ha messo a punto modelli per coltivare specie arbore-arbustive legnose in impianti finalizzati alla produzione di materiale da destinare alle centrali di cogenerazione. Punti fondamentali della ricerca sono: lo studio di specie/cloni/varietà a rapida crescita, la messa a punto di modelli di coltivazione adatti alla produzione energetica, la messa a punto di macchine che massimizzino i tempi e i costi d’impianto, lavorazione, raccolta. Con il Progetto BIOFIL, finanziato dalla Regione Piemonte, è stato possibile valutare per l’ambiente piemontese: – le specie più adatte alla coltivazione – i cloni e le varietà più produttivi – i modelli colturali e la loro influenza sulla coltivazione e sulle produzioni. Per questo progetto sono stati costituiti sei impianti nel 2005 edue nel 2007 in diverse località del Piemonte per testare specie, cloni e modelli colturali. Sono stati confrontati: il modello ad elevatissima densità (8333 piante per ettaro) con turno biennale e quello a medio-alta densità (1600 p/ha) con turni quinquennali. Per ognuno dei due modelli sono stati utilizzati gli stessi cloni/provenienze: un clone di pioppo, un clone di salice ed una provenienza di Robinia. Il confronto tra specie e cloni o provenienze invece è stato fatto utilizzando il solo modello ad alta densità (8333 p/ha e turno biennale). In questo caso sono stati confrontati 4 cloni di pioppo (Populus. deltoides e P. x canadensis), 4 cloni di salice (S. alba ed ibridi di S. matsudana) e 4 provenienze di Robinia pseudoacacia (Ungheria, Belgio, Mantova e Calabria). I risultati fino ad ora ottenuti hanno dimostrato una buona crescita per tutte le specie. I salici hanno mostrato le crescite e gli attecchimenti migliori in tutte le località. Tra i pioppi le migliori performances riguardano il clone Orion, mentre le robinie, che crescono pressoché come i pioppi hanno mostrato valori di crescita più omogenei e simili in tutte le località. Per quanto riguarda il confronto tra modelli colturali abbiamo a disposizione solo i dati dei primi tre anni mentre dovremo aspettare fino al quinto anno per avere le produzioni a fine turno del modello a medio-alta densità. Anche in questo caso comunque le piante stanno crescendo correttamente ed hanno dimostrato quindi di adattarsi altrettanto bene ad entrambi i modelli di coltivazione.

Citazione: Facciotto G, Bergante S, Rosso L, Lioia C, Gugino C, Baratto G (2007). Studio, sperimentazione e analisi di fattibilità di una filiera per la produzione di energia da coltivazioni arboree governate a ciclo breve e brevissimo in terreni agricoli: Progetto BIOFIL . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.3.3