c6.3.14 – Possibilità d’impiego del legname di pino laricio di provenienza silana per usi strutturali e biomassa lignocellulosica

Avolio S (1), Bacher M (2), Brunetti M (3), Crivellaro A (3), Tomaiuolo M (1)

(1) CRA Istituto Sperimentale per la Selvicoltura, Cosenza; (2) MICROTEC GmbH, Bressanone (Bolzano); (3) CNR IVALSA, Sesto Fiorentino (Firenze)
Collocazione: c6.3.14 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
6° Congresso SISEF *
Sessione 3: “Sessione 3: Energia, biomassa, arboricoltura” *

Abstract: Una delle possibilità di valorizzare il legname italiano risiede nella ricerca di impieghi innovativi per questa risorsa, oppure nella valutazione dell’opportunità di utilizzare il materiale di produzione nazionale in parziale o totale sostituzione di quello di altre provenienze normalmente impiegato. L’uso del legno, massiccio e lamellare, per strutture in edilizia sta conoscendo in Italia ed in Europa una fase di crescita intensa, favorita da vari aspetti: da un lato la richiesta di materiali da costruzione a basso impatto ambientale e a maggiore comfort abitativo, dall’altro l’affinamento delle tecniche di progettazione e di costruzione e la diffusione delle normative di riferimento che consentono una maggiore fiducia nel materiale legno e quindi un suo impiego più sicuro e diffuso (in rapporto agli altri materiali tradizionali). A questo proposito, la classificazione secondo la resistenza meccanica costituisce un requisito fondamentale per l’uso del legno in edilizia, come richiamato anche da recenti disposizioni di legge. In Sila i popolamenti naturali di pino laricio sono estesi su circa 40.000 ettari, entità che costituisce solo una parte delle pinete che anticamente rappresentavano la cosiddetta “Silva brutia” dei romani, espressione simbolica del paesaggio forestale calabrese. Le piante in bosco hanno portamento elegante, con fusti dritti e colonnari, a chioma raccolta in alto, che a maturità raggiungono altezze anche di 35-40 m e diametri a petto d’uomo di 60-70 cm. Il legno, fortemente resinoso, è normalmente impiegato per costruzioni, tavolame, infissi, puntelli e nell’industria cartaria; ultimamente anche come biomasse lignocellulosica (dai rami e dai cimali) per uso energetico. Nel presente lavoro vengono riportati alcuni risultati relativi a prove di classificazione a vista e a macchina, di due provenienze silane di legname di pino laricio prelevato nel bosco Colle Lungo (Spezzano Sila), in popolamenti di proprietà della Regione Calabria e gestiti dall’ARSSA. Pinete a struttura diversa e poste su due livelli altitudinali: disetanee nella parte bassa, tendenzialmente coetanee in quella alta. Le prove hanno evidenziato la buona attitudine per impieghi strutturali del legno e la buona efficienza delle procedure di classificazione applicate al materiale. Di qui la possibilità di valorizzare questa risorsa attraverso l’impiego per usi strutturali del legname della specie, sia come elementi massicci che lamellari. All’aliquota legnosa impiegabile per usi strutturali, quella residua – costituita da rami e cimali svettati a 25 cm in punta e da utilizzare come biomassa lignocellulosica da convertire in energia – rappresenta una parte non trascurabile (15-20%) del volume dendrometrico delle piante abbattute e perciò un significativo valore aggiuntivo.

Citazione: Avolio S , Bacher M , Brunetti M , Crivellaro A , Tomaiuolo M (2007). Possibilità d’impiego del legname di pino laricio di provenienza silana per usi strutturali e biomassa lignocellulosica . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.3.14