c6.2.2 – Sette anni di indagini sulle misure di difesa contro le malattie nelle piantagioni di Juglans da legno

Anselmi N (1), Ravaioli F (1), Fabi A (1), Nasini M (1), Mazzaglia A (1), Rocco E (1), Vettraino A (1), Varvaro L (1), Vannini A (1), Gras M (2), Mughini G (2), Belisario A (4), Ducci F (3)

(1) Università degli Studi della Tuscia, Viterbo; (2) CRA-ISPIO, URF, Roma; (3) CRA-ISSA, Arezzo; (4) CRA-ISPAVE, Roma.
Collocazione: c6.2.2 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
6° Congresso SISEF *
Sessione 2: “Sessione 2: Fattori di stress e strategie di mitigazione” *

Contatto: Naldo Anselmi (anselmi@unitus.it)

Abstract: Sette anni di ricerche condotte nell’ambito del progetto RISELVITALIA hanno permesso di rilevare le più importanti problematiche fitopatologiche negli impianti di Juglans da legno in Italia, i relativi agenti eziologici, i principali fattori condizionanti e le più opportune strategie integrate di difesa. Tra le malattie ad habitus edafico, a fronte di una modesta dannosità da parte di Rosellinia necatrix ed Armillaria mellea, è apparso particolarmente pericoloso il mal del pedale da Phytophthora, in particolare P. cinnamomi, P. cactorum e P. cambivora. Spesso proveniente dal vivaio, detto patogeno si diffonde attraverso scorrimento idrico, contatti radicali, terreno o fango infetto. Scelta di materiale vivaistico sano, esclusione di siti a rischio, drenaggio del suolo, preclusione di spostamenti di terreno infetto, eliminazione delle piante molto colpite, rappresentano utili mezzi di difesa. Sulla chioma, la fitopatia più temibile è risultata l’antracnosi da Gnomonia leptostyila, causa di dannose defogliazioni, soprattutto in caso di interazione con carenza idrica nel suolo. Terreni fertili, poco predisposti a carenze d’ acqua, oculate concimazioni e irrigazioni, contrastando la filloptosi, riducono sensibilmente la dannosità della malattia. Gli attacchi della batteriosi da Xanthomonas juglandis possono essere fortemente ridotti attraverso l’ uso di materiale vivaistico sano e l’ eliminazione dei rametti colpiti. Sebbene ancora sporadico, potenziamente assai pericoloso è risultato il cancro del fusto, in grado di deprezzare fortemente il legname. Trattasi di una malattia ad eziolologia complessa, dovuta alla concomitanza del batterio Brenneria niglifluens con patogeni fungini, in particolare Botryosphaeria e Fusarium. Un’ adeguata spaziatura alle piante e l’ utilizzo di materiale tendenzialmente resistente (J. nigra sembra una specie in grado di apportare resistenza) risultano al momento le uniche misure consigliabili. Per il futuro, contro i principali suddetti patogeni, accanto a protocolli di interventi colturali integrati, molto si confida nella lotta genetica, tenendo presente che J. nigra e taluni suoi ibridi con J. regia sono risultati tolleranti e che anche alcune provenienze di quest’ultima specie hanno mostrato un buon comportamento verso Gnomonia e Xanthomonas. L’ individuazione di provenienze, ibridi o specie di Juglans sufficientemente tolleranti a tali malattie rappresenta una importante base per la costituzione di arboreti da seme in grado di garantire materiale con discreto comportamento sanitario ed un adeguato livello di biodiversità, importanti elementi per una coltivazione sostenibile del noce da legno.

Citazione: Anselmi N , Ravaioli F , Fabi A , Nasini M , Mazzaglia A , Rocco E , Vettraino A , Varvaro L , Vannini A , Gras M , Mughini G , Belisario A , Ducci F (2007). Sette anni di indagini sulle misure di difesa contro le malattie nelle piantagioni di Juglans da legno . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.2.2