c6.2.1 – Fluttuazioni climatiche e stress idrici nelle foreste italiane negli ultimi 12 anni

Amoriello T, Costantini A

ISNP-CRA, Roma
Collocazione: c6.2.1 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
6° Congresso SISEF *
Sessione 2: “Sessione 2: Fattori di stress e strategie di mitigazione” *

Contatto: Tiziana Amoriello (tiziana.amoriello@entecra.it)

Abstract: Le variazioni climatiche rappresentano uno dei maggiori fattori che causano la perdita di funzionalità, e quindi di produttività, degli ecosistemi forestali. In particolare l’aumento di temperatura e la riduzione delle precipitazioni, con conseguente riduzione della disponibilità idrica e di un innalzamento della richiesta evaporativa durante la stagione vegetativa, possono rendere le foreste più vulnerabili ai fattori come la siccità e gli incendi e comportare anche una perdita di habitat e quindi di biodiversità. Modelli matematici e analisi dei dati provenienti da stazioni meteorologiche hanno mostrato in tutta Europa un forte aumento delle temperature e una maggiore variabilità nella distribuzione delle piogge negli ultimi 25 anni. Per verificare se ciò è accaduto anche in Italia, sono state analizzate le fluttuazioni di alcuni parametri meteorologici (temperature, precipitazioni, indici di stress termico e idrico) di alcune aree permanenti di Livello II sulla base di 12 anni di monitoraggio climatico nell’ambito del Programma nazionale Integrato per il Controllo degli Ecosistemi Forestali (CON.ECO.FOR.). Le aree considerate hanno condizioni geografiche e climatiche molto diverse tra loro su tutto il territorio nazionale. Sebbene i dati a disposizione siano insufficienti per parlare di vere e proprie variazioni climatiche, tuttavia è stato possibile ottenere alcune prime indicazioni. Su scala annuale e a livello italiano, nel periodo considerato, non ci sono variazioni significative delle temperatura media, massima, minima, e delle precipitazioni in intensità e frequenza. L’analisi delle anomalie della temperatura mostra come negli ultimi anni, per quasi tutte le aree, si siano registrate le temperature più alte rispetto alla media, mentre non c’’a un andamento omogeneo per le anomalie delle precipitazioni. L’analisi stagionale delle temperatura media, massima, minima, delle precipitazioni e del numero di giorni con eventi piovosi non evidenzia trend a livello italiano o di macro-aree, con l’eccezione delle temperature minime: esse tendono a diminuire durante le stagioni intermedie soprattutto sull’arco alpino. Infine, in alcune aree dell’Italia centro-settentrionale, il caldo eccezionale e la prolungata siccità durante l’estate 2003 hanno favorito la forte diminuzione delle riserve di acqua nel suolo, provocando una considerevole riduzione della crescita e dei processi di produzione delle piante ed in incremento della defoliazione.

Citazione: Amoriello T, Costantini A (2007). Fluttuazioni climatiche e stress idrici nelle foreste italiane negli ultimi 12 anni . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.2.1