c6.1.7 – Proposta per una metodologia speditiva di stima del carico animale mantenibile da formazioni forestali nell’ambito della pianificazione territoriale

Bianchetto E (1), Argenti G (2), Ferretti F (1)

(1) CRA – ISSEL SOP FI – via delle Cascine, 1 – 50144 Firenze; (2) UniFI – DiSAT – piazzale delle Cascine,18 – 50144 Firenze
Collocazione: c6.1.7 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
6° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Sessione 1: Selvicoltura, pianificazione, paesaggio” *

Contatto: Elisa Bianchetto (elisa.bianchetto@entecra.it)

Abstract: I metodi per il calcolo del carico sono standardizzati per le risorse pastorali, ma in alcuni contesti è importante stabilire anche la vocazione del bosco ad essere pascolato, in quanto tale risorsa può rappresentare una buona fonte foraggera per il bestiame. In questo caso però esistono difficoltà operative, legate sia alla tipologia della risorsa che alla determinazione dei parametri per il calcolo del carico potenziale. Alcune metodologie messe a punto in ambito sperimentale risultano piuttosto onerose e spesso prevedono la determinazione della produttività della componente legnosa utilizzabile da parte degli animali. Il presente lavoro intende proporre una metodologia semplificata di rilevamento della vegetazione da utilizzarsi per la determinazione del carico animale potenziale in formazioni forestali utilizzabili mediante pascolamento. La tecnica prevede di individuare un carico massimo teorico di una risorsa boscata e di rilevare la composizione della vegetazione, sia legnosa che erbacea, utilizzando poi indici di appetibilità per valutare l’eventuale presenza di elementi negativi da prendere in considerazione come fattori riduttivi per diminuire il carico massimo ipotizzato. Il lavoro è stato condotto nell’ambito della pianificazione forestale territoriale del comprensorio Gallipoli-Cognato nella Regione Basilicata interessante oltre 4000 ha di superficie dove è presente un’intensa attività di pascolamento domestico. Sono stati effettuati circa 100 aree di saggio all’interno delle quali sono state rilevate le composizioni vegetazionali degli strati arboreo e arbustivo (ad un’altezza compresa tra 0 e 3 m) e del manto erbaceo presente nel sottobosco, in modo da ottenere una percentuale di presenza delle singole specie. Combinando questi valori con alcuni indici di appetibilità reperibili in letteratura sono state determinate delle categorie di qualità dei singoli strati studiati e dalla loro somma si è identificata la qualità foraggera totale per ogni punto di campionamento. I valori ottenuti sono stati suddivisi in tre classi di qualità alimentare ed ad ognuna di esse è stato attribuito un diverso livello di carico animale mantenibile decrescente a partire dal carico potenziale massimo, che per la zona in esame è stato identificato pari a 0.30 UBA ha-1 anno-1 attraverso una serie ridotta di rilievi analitici sulle risorse presenti. In questo modo è stato calcolato il carico potenziale del territorio preso in esame e dal confronto con il carico reale si è potuto constatare un certo livello di sovraccarico, testimoniato anche dalla presenza di alcuni tipi di specie erbacee e di danni al bosco registrati in sede di rilevamento dei dati. La metodologia proposta è quindi risultata piuttosto semplice come tecnica di indagine e speditiva, anche se alcuni inconvenienti sono stati registrati nella determinazione della composizione erbacea per cui sono necessari opportuni aggiustamenti.

Citazione: Bianchetto E , Argenti G , Ferretti F (2007). Proposta per una metodologia speditiva di stima del carico animale mantenibile da formazioni forestali nell’ambito della pianificazione territoriale . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.1.7