c6.1.5 – Considerazioni selvicolturali sull’ingresso dell’abete rosso (Picea abies Karst.) in alcune faggete delle alpi orientali

Andreatta G

Corpo Forestale dello Stato – Ufficio Territoriale per la Biodiversità, Punta Marina Terme – Ravenna
Collocazione: c6.1.5 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
6° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Sessione 1: Selvicoltura, pianificazione, paesaggio” *

Contatto: Gianpiero Andreatta (g.andreatta@corpoforestale.it)

Abstract: I mutamenti che si sono verificati negli ultimi decenni nel rapporto tra uomo e popolamenti forestali hanno comportato, come conseguenza, il presentarsi di situazioni anche assai diverse rispetto al passato all’interno dei complessi boscati. Questi nuovi scenari impongono obbligatoriamente delle riflessioni su come attuare una gestione delle formazioni boscate che tenga conto sia delle nuove impostazioni della selvicoltura che del mutato contesto di riferimento. Come esempio di quanto in precedenza affermato, viene presentato il caso dell’aumento della presenza dell’abete rosso (Picea abies Karst.) all’interno di molte faggete nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. In epoca passata, infatti, la presenza della conifera consociata ai popolamenti di faggio (Fagus sylvatica L.) è stata fortemente ridotta – sino ad essere nella quasi totalità casi completamente azzerata – a seguito dell’azione antropica che aveva impostato la forma di governo a ceduo come modalità gestionale consuetudinaria per ottenere il massimo in produzione quali-quantitativa di legna da ardere. La cessazione delle utilizzazioni forestali tradizionali, avvenuta attorno agli anni ’50 – ‘60 del secolo scorso, ha fatto sì che nell’evoluzione dei popolamenti di faggio, non più sottoposti a taglio di ceduazione, abbia trovato posto sempre più l’abete rosso. All’attualità questa presenza – variabile sia per percentuale che per classi di età a seconda delle diverse zone dell’area interessata allo studio – impone delle considerazioni ecologiche e delle scelte gestionali: da un lato va incrementata la conoscenza sulla dinamica evolutiva di questi complessi boscati di neoformazione e dall’altra vanno considerate le varie opzioni gestionali che si propongono all’attenzione del Selvicoltore. Soffermandosi sulle scelte gestionali, queste spaziano, da un lato, dall’ipotesi del “non intervento” – ovvero lasciare i popolamenti alla loro spontanea evoluzione – sino all’estremo opposto, il quale potrebbe ipotizzare la totale eliminazione della conifera dalle faggete. In considerazione di più fattori, ecologici e gestionali, la scelta che appare più opportuna è quella che prevede di favorire la consociazione delle due principali specie, favorendo l’una o l’altra attraverso la regolamentazione della mescolanza specifica, a seconda delle diverse condizioni stazionali. In considerazione del fatto che ci si trova all’interno di un’area protetta, quanto proposto può trovare applicazione pratica, conciliando nel contempo le esigenze presenti sul territorio, ovvero di tutela e conservazione del patrimonio naturale e di richiesta di fruibilità dello stesso anche attraverso la produzione di materiale legnoso.

Citazione: Andreatta G (2007). Considerazioni selvicolturali sull’ingresso dell’abete rosso (Picea abies Karst.) in alcune faggete delle alpi orientali . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.1.5