c6.1.2 – Evoluzione della popolazione di semenzali in un bosco ceduo nei venti anni successivi al taglio

Giovannini G

DISTAF-UniFI, Firenze
Collocazione: c6.1.2 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
6° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Sessione 1: Selvicoltura, pianificazione, paesaggio” *

Contatto: Gianluca Giovannini (gianluca.giovannini@unifi.it)

Abstract: Alla rinnovazione da seme viene generalmente attribuita la funzione di sostituire le ceppaie esaurite dal succedersi di interventi di ceduazione, ed è in particolare per questo scopo che le leggi forestali prevedono il rilascio di un congruo numero di matricine. Osservazioni sperimentali mostrano tuttavia che questa funzione non sempre viene svolta nel modo previsto, e che la popolazione di semenzali spesso rimane costantemente a questo stadio. L’evoluzione della popolazione di semenzali (e quella dei polloni) è stata seguita per oltre un ventennio a partire dalla ceduazione in un bosco a prevalenza di roverella in provincia di Firenze. Risultati: a. nei 22 anni trascorsi dalla ceduazione non si è verificata l’affermazione di alcun semenzale; b. si è osservata una diminuzione dei semenzali nel corso degli anni, nonostante le nuove nascite e la loro elevata capacità di sopravvivenza attraverso fasi ripetute di morte della parte aerea e di ricaccio di nuovi getti (microceppaie o “seedling sprouts“). c. La distribuzione spaziale varia nello spazio e nel tempo, e sembra particolarmente influenzata dalle matricine; d. nel corso degli anni ha luogo una forte selezione anche tra le ceppaie, alcune delle quali muoiono senza essere, tuttavia, rimpiazzate da piante da seme. Dal lavoro emerge come le condizioni di vegetazione dei semenzali presenti al momento del taglio siano nettamente sfavorevoli rispetto a quelle dei polloni, che riescono a produrre fin dai primi anni incrementi di altezza superiori e una copertura quasi totale del terreno, da cui consegue una forte concorrenza verso i semenzali, da sommarsi a quella delle matricine e della vegetazione erbacea e arbustiva. Con il passare degli anni si ha una decisa selezione tra i polloni e tra le ceppaie, di cui difficilmente possono approfittare i semenzali (già presenti o appena nati) perché la morte dei polloni sopravviene generalmente dopo una fase di regressione sociale che non libera spazio aereo, prontamente occupato dai polloni dominanti. Piante da seme ben conformate che avessero altezze almeno superiori al metro alla fine del turno (assenti comunque nel caso di studio) forse potrebbero competere con i polloni, a condizione si superare indenni le operazioni connesse all’utilizzazione. Da tutto ciò sembra quindi emergere il ruolo marginale dei semenzali sia nella sostituzione delle ceppaie che nel reclutamento di nuove matricine, tanto da consentire di mettere in discussione il termine “rinnovazione naturale” con il quale nei boschi cedui si indica l’insieme dei semenzali presenti, ai quali viene già assegnato un ruolo che in realtà difficilmente potranno svolgere.

Citazione: Giovannini G (2007). Evoluzione della popolazione di semenzali in un bosco ceduo nei venti anni successivi al taglio . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.1.2