c6.1.1 – Risposte eco-fisiologiche a tagli di avviamento all’alto fusto in cedui mediterranei

Di Matteo G* (1), De Angelis P (1), Scarascia Mugnozza G (1)

DISAFRI – Università degli Studi della Tuscia, Viterbo
Collocazione: c6.1.1 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
6° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Sessione 1: Selvicoltura, pianificazione, paesaggio” *

Contatto: Giovanni Di Matteo (gdimat@unitus.it)

Abstract: La gestione dei boschi cedui nell’area mediterranea, dopo la crisi degli anni ’50, si è andata caratterizzando per successivi adattamenti ai mutamenti economici e sociali, sia con adeguamenti del trattamento sia con la scelta di opzioni colturali diversificate. Queste ultime si sono tradotte nella sospensione delle utilizzazioni, che hanno determinato il cosiddetto “invecchiamento” dei cedui, e l’avviamento ad alto fusto che ha interessato sopratutto l’area di proprietà pubblica. Pertanto, la conversione ad alto fusto dei boschi cedui e di origine cedua, è stata proposta come metodo per aumentare il valore ambientale e le proprietà multifunzionali di due ecosistemi forestali della regione mediterranea (foresta di Poggio Pievano-GR e di Pula-CA). L’utilizzo di proxies-indicativi di processi funzionali della capacità di approvvigionamento idrico (δD), dell’efficienza di uso dell’acqua (δ13C), del clima radiativo (clorofille e carotenoidi) e del profilo termico (morfologia fogliare) delle piante rilasciate dai diradamenti sono state valutate utilizzando protocolli sperimentali che prevedevano indagini di ricerca a diversi stadi dopo l’esecuzione dei trattamenti selvicolturali (rispettivamente, 1, 2, 7 e 8 anni). I risultati hanno evidenziato che il taglio di avviamento ad alto fusto, agendo sulla copertura arborea del popolamento, diminuisce la frazione pluviometrica intercettata dalle chiome e incrementa le disponibilità idriche per i rimanenti alberi. Tale condizione si ripercuote con un segnale isotopico fogliare impoverito in 13C che riflette un incremento del grado di apertura stomatica e quindi dell’attività fotosintetica, che in ambiente mediterraneo si risolve in una minore limitazione idrica all’accrescimento. In questi popolamenti forestali tali effetti sono immediati e si protraggono per numerosi anni dopo l’esecuzione dei trattamenti selvicolturali mitigando l’effetto di isolamento (thinning-shock) provocato dai trattamenti selvicolturali. I risultati di questo studio evidenziano che questo modello di riqualificazione dei cedui offre una migliore stabilità ecologica e un miglioramento istantaneo dello stato idrico rispetto al naturale invecchiamento del ceduo. Tali presupposti sono particolarmente importanti quando si affrontano tematiche relative ai cambiamenti climatici e al relativo incremento della temperatura globale (global waming).

Citazione: Di Matteo G , De Angelis P , Scarascia Mugnozza G (2007). Risposte eco-fisiologiche a tagli di avviamento all’alto fusto in cedui mediterranei . 6° Congresso Nazionale SISEF, Arezzo, 25 – 27 Set 2007, Contributo no. #c6.1.1