c5.7.77 – Risposte ecofisiologiche del pino loricato al limite superiore della vegetazione arborea in area mediterranea

Guerrieri MR* (1), Borghetti M (1), Saracino A (1), Todaro L (1), D’Alessandro CM (1)

Dip.Scienze dei Sistemi Colturali, Forestali e dell’Ambiente, Univ. Basilicata, v.le dell’Ateneo Lucano 10, 85100 Potenza
Collocazione: c5.7.77 – Tipo Comunicazione: Poster
5° Congresso SISEF *
Sessione 7: “Poster” *

Contatto: MR Guerrieri (mguerrieri@unibas.it)

Abstract: Pinus leucodermis Ant. (comunemente noto come pino loricato) è una specie relitta delle foreste oromediterranee del Terziario, il cui areale si estende principalmente nella penisola Balcanica, con un’appendice sud-occidentale ristretta alle montagne dell’Italia meridionale, tra Basilicata e Calabria. Nel sito oggetto di studio, a Serra di Crispo (Parco Nazionale del Pollino), il pino loricato rappresenta la specie al limite superiore della vegetazione arborea, con alberi longevi, a lento accrescimento, vegetanti, per lo più allo stato isolato, sotto l’influenza del clima mediterraneo, moderato dall’alta quota (circa 2000 m s.l.m). In particolare, il periodo arido estivo è mitigato dalle correnti umide occidentali tirreniche. In questo ecotone la temperatura è il principale fattore limitante la durata dell’attività vegetativa delle piante, ma anche altri fattori climatici e ambientali, come VPD, disponibilità idrica e di nutrienti nel suolo, possono giocare un ruolo importante nel controllo del tasso fotosintetico e traspirativo. In che modo il pino loricato risponda a queste limitazioni non è ancora ben noto. Il principale obiettivo di questo lavoro è di provare a rispondere ai seguenti interrogativi: i) le basse temperature limitano maggiormente il processo di traslocazione dei fotosintati rispetto alla fotosintesi stessa? ii) quale dei due fattori (VPD e contenuto idrico del suolo) influisce maggiormente sull’attività stomatica e, in particolare, sulla traspirazione? iii) come è variata l’efficienza d’uso dell’acqua (stimata attraverso d13C e d18O degli anelli di accresciemento) nel corso della vita della pianta? Una cronologia annuale (1460-2003) è stata sviluppata, utilizzando le metodologie classiche della dendrocronologia, al fine di identificare e separare i singoli anelli per l’analisi isotopica e di misurarli per investigazioni di tipo dendroecologico. Alla tree-line gli alberi sono maggiormente sensibili alla variazione della concentrazione di CO2 atmosferica?

Citazione: Guerrieri MR , Borghetti M , Saracino A , Todaro L , D’Alessandro CM (2005). Risposte ecofisiologiche del pino loricato al limite superiore della vegetazione arborea in area mediterranea . 5° Congresso Nazionale SISEF, Grugliasco (TO), 27 – 29 Set 2005, Contributo no. #c5.7.77