c5.7.65 – Ecofisiologia della fotosintesi in una comunita’ di orchidee del sottobosco appenninico

Serafini D (1), Pinelli P (2), Delfine S (2), Loreto F (1)

(1) CNR ‘ Istituto di Biologia Agroambientale e Forestale – (2) Univ. del Molise, Dip. SAVA
Collocazione: c5.7.65 – Tipo Comunicazione: Poster
5° Congresso SISEF *
Sessione 7: “Poster” *

Contatto: D Serafini (domenicoserafini69@yahoo.it)

Abstract: Lo studio ha interessato una comunità omogenea di Orchidee in un bosco di Castagni di media collina presso il comune di Teano (Caserta). Lo scopo della ricerca e’ stato individuare se specie di orchidee diverse che condividono lo stesso habitat nell’Italia centro-meridionale hanno caratteristiche fisiologiche simili, con particolare riferimento ai processi di fissazione della CO2 tramite fotosintesi. Le indagini in vivo sono state effettuate utilizzando un analizzatore all’infrarosso portatile (Licor 6400), misurando simultaneamente fotosintesi (A), conduttanza stomatica, traspirazione, e concentrazione intercellulare di CO2 (Ci), in condizioni variabili di temperatura, intensità luminosa (curva luce) e C02 (Curva A/Ci). E’ stato effettuato un campionamento di porzioni fogliari di alcune specie, su cui saranno effettuate indagini biochimiche. Le orchidee oggetto dello studio sono state: Dactylorhiza saccifera, Cephalanthera longifolia, Limodorum albino, Limodorum abortivum, Platanthera chlorantha, Serapias spp. Le due specie di Limodorum hanno presentato la minore capacità fotosintetica registrando, con misure su foglie modificate e porzioni verdi del fusto, valori negativi di fotosintesi (respirazione) ad intensità luminose di 300 mmol di fotoni m-2 s-1. Cio’ conferma la micoeterotrofia di queste specie e suggerisce che la loro modesta capacita’ fotosintetica non sia in grado di contribuire efficacemente a crescita e sviluppo. Le altre specie hanno presentato fotosintesi elevate, fissando anche 7 µmol CO2 m-2 s-1 ad intensità luminose di 1200 mmol di fotoni m-2 s-1. E’ importante rilevare che pur essendo specie sciafile, tutte le orchidee hanno mostrato una stimolazione della fotosintesi quando esposte ad intensita’ luminose superiori a quelle di crescita. In Cephalanthera e’ stata osservata un’immediato aumento della fotosintesi (anche del 100%) all’ aumentare della luce. Questa risposta suggerisce che questa specie abbia una maggiore capacita’ di utilizzo della luce nelle condizioni ecologiche di crescita della comunita’ di orchidee investigata. Esposizioni ad elevata CO2 (sino a 1200 ppm) non hanno incrementato significativamente la fotosintesi di Limodorum, mentre si e’ osservata una stimolazione della fotosintesi del 10-30% nelle altre specie e del 100% in Serapias ssp. Cio’ indica un meccanismo C3 di fissazione fotosintetica per tutte le orchidee autotrofe e suggerisce un’aumento della capacita’ fotosintetica, specialmente in Serapias in risposta all’aumento di CO2 atmosferica. Interessanti meccanismi adattativi sono stati rilevati in risposta ad aumenti termici. In Dactylorhiza e’ stato osservato un rilevante aumento del calore latente ceduto con la traspirazione che ha mantenuto la temperatura fogliare a 27 °C quando esposta a temperature dell’aria di 35°C. Dactylorhiza presenta numerose porzioni brune di foglia caratterizzate da accumulo di antociani. Questo puo’ contribuire alla termoregolazione della foglia abbattendo la quantita’ totale e la componente infrarossa della radiazione assorbita del 20% rispetto alle porzioni verdi.

Citazione: Serafini D , Pinelli P , Delfine S , Loreto F (2005). Ecofisiologia della fotosintesi in una comunita’ di orchidee del sottobosco appenninico . 5° Congresso Nazionale SISEF, Grugliasco (TO), 27 – 29 Set 2005, Contributo no. #c5.7.65