c5.7.59 – Gestione delle risorse genetiche nella filiera vivaistica del ciliegio selvatico (P. avium L.)

Proietti R (1), Guerri S (1), Ducci F (1), Gui L (2), Gorian F (2)

(1) C.R.A. Istituto Sperimentale per la Selvicoltura, v.le S. Margherita 80, 52100 Arezzo – (2) CFS, Uff. Amm.ne Semi Forestali, Dogana di Peri, Verona
Collocazione: c5.7.59 – Tipo Comunicazione: Poster
5° Congresso SISEF *
Sessione 7: “Poster” *

Contatto: R Proietti (proietti@ricercaforestale.it)

Abstract: Una buona prassi nella filiera vivaistica deve far sì che la variabilità genetica introdotta al momento della raccolta del seme arrivi pressochè intatta o, con perdite trascurabili, nel materiale prodotto in vivaio. In questo modo si può, infatti, garantire una maggiore sostenibilità ecologica agli ecosistemi artificiali e svolgere un ruolo importante nella gestione e tutela della biodiversità forestale. In questa ottica si inserisce il presente lavoro, il cui scopo è studiare se e come le tecniche di raccolta del seme e di allevamento in vivaio possano influenzare e modificare la diversità del materiale prodotto. Come modello è stata scelta una popolazione di P. avium L. individuata nel Monte Baldo (VR), di cui è stato possibile analizzare (tramite isoenzimi) la popolazione di base, i semenzali prodotti in vivaio (S1+T1 e S1+T2) e il postime impiegato per un impianto di arboricoltura da legno. La popolazione di base è stata confrontata anche con un sistema di riferimento costituito da 15 provenienze di ciliegio selvatico e rappresentative delle diverse regioni di provenienza italiane. I primi risultati di questa indagine indicano che la popolazione di piante madri è caratterizzata da bassi livelli di variabilità genetica, simile alle altre popolazioni italiane analizzate, e che nel postime non si ha perdita di alleli. Tuttavia il valore del FIS aumenta nella discendenza e, con esso, l’eccesso di individui omozigoti e la distanza dall’equilibrio Hardy-Weimberg. Questo comportamento potrebbe essere legato alle condizioni pedoclimatiche del vivaio, alla selezione durante la lavorazione del seme e del postime, alla raccolta di frutti da un numero limitato di piante madri. Il dendrogramma UPGMA raggruppa nello stesso cluster la popolazione del Monte Baldo con quelle vicine di Val Vestino, Bosco Fontana e Valtellina, la più ricca di eterozigoti. Le ridotte distanze genetiche osservate consentono quindi di ipotizzare la raccolta del seme sia nella popolazione Valtellina, che offre maggiore garanzia di variabilità interna, che, in alternativa, nelle diverse popolazioni dello stesso cluster, a rotazione (anno per anno). Lavoro eseguito nell’ambito del Sottoprogetto 1.1 – Programma Finalizzato MiPAF RISELVITALIA

Citazione: Proietti R , Guerri S , Ducci F , Gui L , Gorian F (2005). Gestione delle risorse genetiche nella filiera vivaistica del ciliegio selvatico (P. avium L.) . 5° Congresso Nazionale SISEF, Grugliasco (TO), 27 – 29 Set 2005, Contributo no. #c5.7.59