c5.7.44 – Pattern temporale della vegetazione al limite altitudinale del bosco di faggio. Il caso studio del gruppo Prado-Cusna (Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano)

Pezzi G (1), Bitelli G (2), Ferrari C (1), Girelli V (2), Gusella L (2), Mognol A (2)

(1) Dip. Biologia Evoluzionistica Sperimentale, Univ. BO, v. Irnerio 42, 40126 Bologna – (2) Dip. Ingegneria delle Strutture, dei Trasporti, delle Acque, del Rilevamento, del Territorio, Univ. BO, v.le Risorgimento 2, 40100 Bologna
Collocazione: c5.7.44 – Tipo Comunicazione: Poster
5° Congresso SISEF *
Sessione 7: “Poster” *

Contatto: G Pezzi (giovanna.pezzi2@unibo.it)

Abstract: Il limite superiore del bosco rappresenta uno fra i limiti ecologici più importanti ed evidenti ed è stato supposto un suo spostamento in seguito a cambiamenti di tipo climatico nonché alla variazione della pressione antropica. Vi sono numerosi studi riguardanti le conifere, mentre sono minori quelli riferiti alle latifoglie. Nell’Appennino settentrionale il limite altitudinale degli alberi coincide con la quota più elevata dei boschi di faggio. Si tratta di un limite netto a causa delle caratteristiche ecologiche di Fagus sylvatica L., una specie competitrice, poco tollerante l’aridità e il gelo. Al di sopra la vegetazione è di tipo subalpino ed è costituita principalmente da brughiere a Vaccinium gaultherioides ‘ V. myrtillus, praterie acidofitiche e vegetazione di detrito. In Appennino queste aree sono in genere di piccola dimensione e disperse. Il lavoro intende presentare il pattern temporale del limite superiore del faggio e della vegetazione al di sopra di tale limite dagli anni ’50 ad oggi utilizzando dati provenienti da fonti aerofotogrammetriche e di tipo satellitare a media-alta risoluzione. Il caso studio proposto è rappresentato dal gruppo Prado-Cusna (Alto Appennino Reggiano) che rappresenta un caso studio di rilevante importanza sia per la dimensione dell’isola di altitudine che per il suo valore conservazionistico, essendo un punto focale di biodiversità. I dati sono stati opportunamente ortorettificati, procedura tanto più necessaria per aree montuose a forti pendenze, e le immagini sono state classificate ricorrendo a metodologie di fotointerpretazione aerea e di classificazione automatica e semiautomatica (object-based che pixel-based). Nel lavoro vengono peraltro discusse le principali problematiche incontrate nel processo fotogrammetrico, legate anche alle caratteristiche delle immagini storiche utilizzate, e le questioni relative alla classificazione automatica delle immagini aeree e satellitari. E’ da sottolineare, comunque, come il dato fotogrammetrico rimanga in ogni caso una fonte fondamentale, considerando l’immenso patrimonio storico disponibile per ampie aree del nostro paese.

Citazione: Pezzi G , Bitelli G , Ferrari C , Girelli V , Gusella L , Mognol A (2005). Pattern temporale della vegetazione al limite altitudinale del bosco di faggio. Il caso studio del gruppo Prado-Cusna (Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano) . 5° Congresso Nazionale SISEF, Grugliasco (TO), 27 – 29 Set 2005, Contributo no. #c5.7.44