c5.7.28 – Risposte ecofisiologiche dei pini mediterranei a inquinamento da tensioattivi in ambiente controllato: valutazione di alcuni parametri per il biomonitoraggio dell’aerosol marino.

Rettori A (1), Paoletti E (2), Nicolotti (3), Gullino ML (1)

(1) AGROINNOVA ‘ Centro di Competenza per l’Innovazione in campo agro-ambientale ‘ Univ. TO, v. Leonardo da Vinci 44, 10095 Grugliasco (TO) – (2) Istituto Protezione Piante ‘ CNR, v. Madonna del Piano, 50019 Sesto Fiorentino (FI) – (3) DI.VA.P.R.A. ‘ Pato
Collocazione: c5.7.28 – Tipo Comunicazione: Poster
5° Congresso SISEF *
Sessione 7: “Poster” *

Contatto: A Rettori (andrea.rettori@unito.it)

Abstract: Gli aerosol marini possono contenere sostanze inquinanti quali i tensioattivi. Sono stati condotti studi ecofisiologici a seguito di prove di fitotossicità in ambiente controllato su pini mediterranei (Pinus pinea, P. halepensis, P. pinaster), simulando aerosol marini inquinati a concentrazioni crescenti di tensioattivo (dioctyl solfosuccinato di sodio) da 0 a 500 mg/l . Nonostante la messa al bando dei tensioattivi non biodegradabili e la crescente attenzione delle case produttrici verso i cosiddetti prodotti ecocompatibili, ad oggi le pinete costiere in alcune località costiere che si affacciano sul bacino del mediterraneo manifestano sintomi di deperimento dovuti a queste sostanze. Sintomi che si manifestano in pieno campo agli stessi livelli riscontrati in ambiente controllato, depositi fogliari di tensioattivo di 2 mg/l. Durante le prove, la soglia di fitotossicità del cloro stabilita a 2 mg/g s.s. è stata superata solo su piante nebulizzate con concentrazioni maggiori di 30mg/l di tensioattivo. Oltre tale soglia sono divenuti evidenti i danni alle cere cuticolari e al reticolo di microtubuli presenti nelle camere epistomatiche. Contemporaneamente sono state riscontrate significative variazioni di potenziale idrico. L’effetto fitotossico è cresciuto con il passare dei giorni anche in assenza di ulteriori nebulizzazioni (delayed-action effect). Il contenuto di ioni cloro, però, si è dimostrato il migliore indicatore della presenza dell’inquinante rispetto alla quantificazione del danno stomatico, della quantità di cere cuticolari e del potenziale idrico. Tutte e tre le specie si sono mostrate sensibili alle diverse concentrazioni di tensioattivo secondo il seguente ordine: P. pinea > P. halepensis > P. pinaster.

Citazione: Rettori A , Paoletti E , Nicolotti , Gullino ML (2005). Risposte ecofisiologiche dei pini mediterranei a inquinamento da tensioattivi in ambiente controllato: valutazione di alcuni parametri per il biomonitoraggio dell’aerosol marino. . 5° Congresso Nazionale SISEF, Grugliasco (TO), 27 – 29 Set 2005, Contributo no. #c5.7.28