c5.7.12 – Struttura e dinamica della rinnovazione in tre popolamenti d’alta quota nelle Dolomiti Ampezzane

Soraruf L (1), Carrer M (1)

(1) Dip. TESAF, Univ. PD, Agripolis, v.le dell’Universita’ 16, 35020 Legnaro (PD)
Collocazione: c5.7.12 – Tipo Comunicazione: Poster
5° Congresso SISEF *
Sessione 7: “Poster” *

Contatto: L Soraruf (marco.carrer@unipd.it)

Abstract: In tre aree di monitoraggio permanente con superficie di 1 ha, situate in popolamenti d’alta quota, misti di larice, pino cembro e abete rosso nelle Dolomiti Ampezzane, sono stati analizzati: fattori limitanti, struttura cronologica e pattern spaziali della rinnovazione e delle piante giovani, considerando tutti i soggetti con altezza compresa tra 0.5 e 5 m. I fattori che maggiormente condizionano la rinnovazione sono risultati essere: per larice e abete rosso la copertura del soprassuolo adulto e la competizione con lo strato erbaceo e arbustivo, per il cembro il tardivo scioglimento della neve, gli attacchi fungini e i danni da ungulati. La gestione, legata alle attività silvo-pastorali del passato, ha favorito il larice condizionando la struttura del popolamento adulto e quella della rinnovazione che, solo negli ultimi decenni, ha iniziato a mutare nella sua composizione a favore di abete rosso e pino cembro. Le specie mostrano tutte una tendenza all’aggregazione sia intraspecifica, preferita nella breve distanza, sia interspecifica. I pattern spaziali della rinnovazione riflettono le caratteristiche ecologiche di ciascuna specie: quelli del larice sono in genere più articolati e complessi perché la specie riesce ad occupare un maggior numero di siti rispetto ad abete rosso e cembro. Il pattern spaziale del cembro è, nella breve distanza, fortemente condizionato dall’attività di disseminazione della nocciolaia (Nucifraga caryocatactes L.), mentre quello dell’abete rosso dalla presenza di aperture nel soprassuolo adulto. Per tutte e tre le specie i pattern spaziali sono comunque direttamente collegati alla disponibilità di micrositi di rinnovazione che, nelle brevi distanze frequentemente coincidono. Si vengono così a creare piccoli gruppi misti eterogenei, non solo per specie ma anche per età, perché, dove le condizioni sono migliori, si verificano più ingressi nel tempo. Nelle medie e lunghe distanze, i siti migliori sono occupati per primi da gruppi di piante con età simile e densità elevata, i siti meno favorevoli vengono invece occupati più tardi con ingressi successivi nel tempo e con densità più ridotta. L’abbinamento delle informazioni derivanti dalla struttura cronologica e dai pattern spaziali ha permesso di migliorare la percezione dei ruoli dei processi a piccola scala e l’influenza dei principali disturbi del passato sulla continuità spaziale e temporale della rinnovazione.

Citazione: Soraruf L , Carrer M (2005). Struttura e dinamica della rinnovazione in tre popolamenti d’alta quota nelle Dolomiti Ampezzane . 5° Congresso Nazionale SISEF, Grugliasco (TO), 27 – 29 Set 2005, Contributo no. #c5.7.12