c5.5.8 – Conversione di un ceduo di cerro nell’Appennino lucano centrale

Pierangeli D*, Bianconi T

Dipartimento di Scienze dei Sistemi Colturali, Forestali e dell’Ambiente, Unibas, Viale dell’Ateneo Lucano 10 – 85100 Potenza
Collocazione: c5.5.8 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
5° Congresso SISEF *
Sessione 5: “Selvicoltura ed arboricoltura da legno” *

Contatto: D Pierangeli (pierangeli@unibas.it)

Abstract: L’area oggetto di studio è fortemente caratterizzata dalla presenza di cerro, governato sia ad altofusto che a ceduo: sempre maggiori però sono le superfici forestali che presentano cedui invecchiati. In questo contesto si colloca a pieno titolo la sperimentazione condotta nel bosco ‘Farneto’ di Calvello (PZ), ad un’ altitudine di 1150 m, con esposizione Sud ‘ Est e pendenza del 15-20%. Nell’area oggetto di studio, descritta nei parametri pedologici, climatici, floristici e geologici, ci si è soffermati sulla densità numerica degli alberi nella fase di conversione ad altofusto al fine di individuare la migliore proposta di gestione . Nel 1963 il prof. A. Famiglietti dette inizio alla conversione, nell’intero bosco di circa 130 ettari, di un ceduo semplice matricinato in altofusto misto con piantagione di Pseudotsuga menziesii, Pinus insignis, Pinus taeda. Nel 1993 è stata realizzata un’area sperimentale avviando la conversione con tre trattamenti diversi. Nel 1995 è stata effettuata una sottopiantagione con acero di monte e noce comune. Nel 2004 sono stati ripetuti i rilievi iniziali valutando i risultati per quel che riguarda la densità numerica dei soggetti e l’introduzione delle specie nobili. L’area di studio è una superficie di circa 1 ha suddivisa in 12 parcelle di 400 mq, indicate ciascuna con una lettera maiuscola (tipo di trattamento) ed un numero (ripetizione del trattamento). A = Testimone, B = Taglio raso, C = Rilascio 400 piante/ha, D = Rilascio 600 piante/ha. Sono stati effettuati i comuni rilievi dendroauxometrici ed elaborati i dati, sia al 1993 che al 2004 e confrontati. I risultati, per quanto riguarda l’introduzione, sono stati ottimi per Douglasia (forti incrementi e propensione alla rinnovazione), deludenti per Acero e Noce. Ciò che è emerso per quel che riguarda gli andamenti incrementali e che, il trattamento che meglio si addice in termini di massa, ma anche di copertura e di portamento a questa stazione è il rilascio di 600 piante/ha. Infatti, le parcelle D mostrano incrementi volumetrici poco dissimili dalle parcelle A (testimoni: non utilizzate dal taglio del 1993), in aggiunta al materiale legnoso già caduto al taglio nel 1993. Il trattamento effettuato nelle parcelle D è risultato vantaggioso, così come in accordo con altri autori.

Citazione: Pierangeli D, Bianconi T (2005). Conversione di un ceduo di cerro nell’Appennino lucano centrale . 5° Congresso Nazionale SISEF, Grugliasco (TO), 27 – 29 Set 2005, Contributo no. #c5.5.8