c5.5.6 – Dinamiche post-colturali in un ceduo misto di castagno ai suoi limiti ecologici

Pividori M * (1), Conedera M (2), Armando F (3),

(1) Dip. TESAF, Univ. PD, Agripolis, v.le dell’Universita’ 16, 35020 Legnaro (PD) – (2) WSL Sottostazione sud delle Alpi, v. Belsoggiorno 22, CH-6504 Bellinzona, Svizzera – (3) Dip. AGROSELVITER, Univ. TO, v. L. da Vinci 44, 10095 Grugliasco (TO)
Collocazione: c5.5.6 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
5° Congresso SISEF *
Sessione 5: “Selvicoltura ed arboricoltura da legno” *

Contatto: M Pividori (mario.pividori@unipd.it)

Abstract: Il castagno (Castanea sativa Mill.) è stato ampiamente diffuso dall’uomo in tutte le regioni montane dell’Europa mediterranea e spesso è stato coltivato ai limiti ecologici a scapito delle specie autoctone. Negli ultimi decenni spesso la gestione a ceduo dei castagneti è stata lasciata cadere e la competizione intra ed interspecifica è diventata un importante parametro nella dinamica del bosco con forti conseguenze su composizione e struttura dei popolamenti. La conoscenza dei processi evolutivi e delle capacità di reazione del castagno in un contesto di stress da competizione, diventano importanti basi per una selvicoltura sostenibile e prossima alla natura. Scopo del lavoro è l’analisi dell’evoluzione post colturale di un ceduo di castagno al fine di evidenziare le prestazioni nella competizione delle differenti “componenti selvicolturali” del bosco. Con il termine di “componenti selvicolturali” in questo contesto si intendono gli elementi definiti come alberi del popolamento accomunati da caratteristiche di rilevanza selvicolturale: specie, origine (gamica, agamica) e funzione ed età colturale (matricineriserva, allievo, pollone, rinnovazione). Per raggiungere questo obiettivo è stato utilizzato un approccio dendroecologico con il quale si è analizzato l’incremento di sei alberi per ogni “componente selvicolturale” precedentemente individuata in quattro cedui di castagno invecchiati misti con faggio (Fagus sylvatica L.) e abete bianco (Abies alba Mill.); localizzati a circa 1000 m slm in Val Pesio (CN). Inoltre, in ognuna delle quattro aree sono stati misurati i tradizionali parametri dendrometrici di tutti gli alberi presenti in un area di saggio di 50×20 metri. Dalla curva media degli incrementi sono stati ottenuti gli andamenti di ogni singola “componente selvicolturale” . Da un punto di vista generale, le componenti del faggio mostrano un potenziale competitivo maggiore nel confronto con castagno e abete bianco. Tra le componenti del castagno, gli allievi mostrano un trend nell’accrescimento radiale migliore se confrontato con quelli delle matricine e dei polloni, per cui, nell’ambito di una gestione selvicolturale indirizzata verso un bosco misto che includa anche il castagno, dovrebbero probabilmente essere salvaguardati gli allievi nati da seme piuttosto che le altre “componenti selvicolturali” di questa specie.

Citazione: Pividori M , Conedera M , Armando F , (2005). Dinamiche post-colturali in un ceduo misto di castagno ai suoi limiti ecologici . 5° Congresso Nazionale SISEF, Grugliasco (TO), 27 – 29 Set 2005, Contributo no. #c5.5.6