c5.5.22 – Selvicoltura all’interno delle aree protette: la gestione dei tagli boschivi nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

Andreatta G* (1)

(1) Corpo Forestale dello Stato, Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, viale del Vincheto 9, 32032 Celarda, Feltre (BL)
Collocazione: c5.5.22 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
5° Congresso SISEF *
Sessione 5: “Selvicoltura ed arboricoltura da legno” *

Contatto: G Andreatta (g.andreatta@corpoforestale.it)

Abstract: Le aree protette rappresentano in Italia una tra le più importanti novità degli ultimi decenni nel settore della protezione della Natura. Istituite con lo scopo di tutelare e salvaguardare aree di elevato pregio naturalistico, rappresentano il frutto della mutata ed aumentata sensibilità ambientale della collettività. Costituiscono inoltre, nella quasi totalità dei casi, un diverso modo di rapportarsi alla Natura da parte di una società fino a pochi anni fa diversamente orientata verso i territori naturali e le formazioni forestali. È possibile oggi, nel mutato scenario delle condizioni socio-economiche del Paese, parlare di gestione forestale all’interno delle aree protette? Quale tipo di selvicoltura è possibile attuare per conciliare le molteplici esigenze che vanno, da un lato, dalle finalità di protezione della Natura e, dall’altro, agli interessi dei proprietari o dei ‘fruitori’ dei popolamenti forestali? Su quali criteri impostare e realizzare i tagli boschivi che rappresentano in molti casi interventi non sempre accettati e condivisi dalle diverse componenti della società interessate a vario titolo alla gestione ed alla fruizione delle aree protette? In risposta ai quesiti posti in precedenza, viene presentata l’esperienza dell’applicazione della selvicoltura e della gestione dei tagli boschivi all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Nei 32.000 ettari circa di superficie dell’area protetta (metà dei quali costituiti da demanio dello Stato) viene proposta ed attuata, anche attraverso il ruolo attivo sul territorio del Corpo Forestale dello Stato, una selvicoltura che da una parte va a riequilibrare situazioni di degrado migliorando le condizioni di naturalità e di stabilità biologica e meccanica dei popolamenti forestali (questo aspetto viene perseguito soprattutto all’interno dei complessi boscati demaniali) e dall’altra consente di mantenere in gran parte le utilizzazioni classiche del passato, con gli opportuni accorgimenti dettati dalle attuali conoscenze della selvicoltura (questo in gran parte dei popolamenti forestali di proprietà privata). Altro aspetto di fondamentale importanza è quello della gestione ‘normativa’ dei tagli boschivi. Nel Veneto infatti, la legge regionale prevede che per tagli di utilizzazione al di sotto di una certa entità (quantitativa per l’altofusto e di superficie per il ceduo), il proprietario invii una comunicazione all’Autorità competente, il Servizio Forestale Regionale. All’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi ogni taglio boschivo viene seguito dal Corpo Forestale dello Stato attraverso sopralluoghi preventivi, compilazione della relativa documentazione (foglio notizie progetto di taglio) ed assistenza tecnica ai proprietari delle formazioni forestali. Con questa impostazione, a distanza di oltre dieci anni dall’istituzione del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, si può affermare che l’applicazione della selvicoltura e la gestione dei tagli boschivi all’interno dell’area protetta non comportano alcun momento conflittuale tra i soggetti interessati alle gestione ed alla fruizione dell’area medesima, garantiscono un miglioramento delle condizioni ecologiche dei popolamenti forestali e soddisfano le esigenze e le richieste di materiale legnoso, conseguenza e non finalità della gestione, da parte della popolazione residente nei comuni del Parco.

Citazione: Andreatta G (2005). Selvicoltura all’interno delle aree protette: la gestione dei tagli boschivi nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi . 5° Congresso Nazionale SISEF, Grugliasco (TO), 27 – 29 Set 2005, Contributo no. #c5.5.22