c5.2.4 – Primi dati sulla variazione degli stock di carbonio in seguito ai processi di abbandono dei coltivi nell’isola di Pantelleria (TP)

La Mantia T* (1), Oddo G (1), Rühl J (1), Furnari G (2), Scalenghe R (2)

(1) Dip. Colture Arboree, Univ. PA, v.le delle Scienze 11, 90128 Palermo – (2) Dip. Agronomia Ambientale e Territoriale, Univ. PA, v.le delle Scienze 13, 90128 Palermo
Collocazione: c5.2.4 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
5° Congresso SISEF *
Sessione 2: “Foreste, clima e protocollo di Kyoto” *

Contatto: T La (tommasolamantia@unipa.it)

Abstract: La riserva di carbonio (C) non è ‘statica’ ma ‘dinamica’: il suolo può funzionare sia da ‘source’ sia da ‘sink’; il C totale evidenzia la risposta ai cambiamenti del clima, della vegetazione e al tempo che intercorre tra la fissazione del C dalle piante e il rilascio nell’atmosfera. Un ambiente nel quale su rocce primarie evolvano suoli che devono l’apporto di carbonio prevalentemente all’attività biotica è sito nel quale poter quantificare (nel tempo) il ciclo dell’elemento collegandolo all’uso del territorio. Un esempio è Pantelleria (83 km2; 36°44’N, 11°57’E) che, geologicamente si compone di colate laviche basaltiche erocce siliciche e peralcaline. Pantelleria non ha mai avuto forme di agricoltura irrigua ma la fertilità dei suoli (Andic Anthrosols, prevalentemente) ha da sempre permesso, invece, l’agricoltura asciutta (cereali, vite, olivo, cappero) a seguito di imponenti lavori di terrazzamento. Un fenomeno che ha determinato un aumento della superficie occupata da formazioni pre-forestali e forestali è il recente abbandono dei coltivi in vaste aree marginali. Le superfici interessate da questo fenomeno sono ingenti nei paesi del Mediterraneo e contribuiscono non poco ad aumentare gli stock di carbonio soprattutto per la quota che compete al suolo. Per lo studio dei processi di accumulo del carbonio è stata scelta un’area esposta a Nord nella quale sono stati individuati 5 diversi stadi di successione (SdS). Si tratta di vigneti o cappereti abbandonati, e tutte si trovano nella fascia termomediterranea e sullo stesso substrato geologico. Lo SdS0 corrisponde ai campi ancora coltivati, lo SdS1 corrisponde ai campi che sono stati abbandonati 1-2 anni fa, lo SdS2 ai campi abbandonati 3-6 anni fa, lo SdS3 ai campi abbandonati 7-15 anni fa, lo SdS4 ai campi abbandonati 16-30 anni fa, e lo SdS5 ai campi abbandonati più di 30 anni fa. All’interno di ogni SdS sono stati individuati tre punti (repliche) nei quali sono stati compiuti prelievi a 0-1 cm, 10 cm, 40 cm. Per ogni AdS è stato misurato C totale per ossidazione ad umido. I risultati mostrano temporalmente un incremento statisticamente significativo e, a partire SdS2, anche spazialmente in profondità nel profilo. La valutazione del carbonio accumulato assume notevole importanza tenuto conto degli accordi di Marrakesh nei quali l’azione di rivegetazione è contemplata sebbene viene considerata nel computo del carbonio in quanto ‘a direct human-induced activity’ e su un’area minima di 0,05 ettari.

Citazione: La Mantia T , Oddo G , Rühl J , Furnari G , Scalenghe R (2005). Primi dati sulla variazione degli stock di carbonio in seguito ai processi di abbandono dei coltivi nell’isola di Pantelleria (TP) . 5° Congresso Nazionale SISEF, Grugliasco (TO), 27 – 29 Set 2005, Contributo no. #c5.2.4