c5.2.13 – Analisi della struttura radicale su Populus x canadensis clone I 214 mediante utilizzo del Ground Penetrating Radar (GPR) come strumento d’indagine non invasiva: confronto fra metodologie dirette e indirette

Zenone T (1), Morelli G (2), Teobaldelli M (1), Matteucci G (1), Seufert G (1)

(1) Climate Change Unit, Institute for Environment and Sustainability, Joint Research Centre, European Commission, T.P. 051, I-21020 Ispra (VA) – (2) Geostudi Aster, v. Aiaccia, 16B- 57017 Stagno (LI)
Collocazione: c5.2.13 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
5° Congresso SISEF *
Sessione 2: “Foreste, clima e protocollo di Kyoto” *

Contatto: G Morelli (terenzio.zenone@jrc.it)

Abstract: Il contributo al sequestro di carbonio, da parte degli apparati radicali rappresenta un aspetto di primaria importanza nel bilancio ecosistemico dell’elemento. I metodi tradizionali per lo studio degli apparati radicali risultano laboriosi e dispendiosi in termini economici e di tempo. Nel presente lavoro e` stata valutata la possibilità di utilizzare il Ground Penetrating Radar (GPR) come strumento indiretto per quantificare la biomassa radicale. Lo studio e` stato eseguito in un pioppeto localizzato a Zerbolo (Pv) nell’ambito del ‘JRC Kyoto experiment’. La scelta delle piante analizzate e` stata eseguita sulla base della distribuzione delle frequenze diametriche del popolamento. L’acquisizione dei dati GPR è stata effettuata con strumentazione GSSI SIR3000 con antenne da 900 e 1500 MHz, munite di opportuno encoder ottico. E’ stata realizzata una griglia di acquisizione di 4×4 m, con linee spaziate di 25 cm in entrambe le direzioni, tenendo il fusto dell’albero al centro della griglia stessa. Per l’elaborazione dei dati, sono stati applicati algoritmi di migrazione per rilevare in modo puntuale la posizione dei target (radici), e delle funzioni tipo Hilbert per ricavare ampiezza e fase del segnale. La validazione delle immagini ottenute e` stata eseguita attraverso l’estrazione completa dell’apparato radicale nell’area interessata dalla scansione. L’operazione e` stata eseguita attraverso l’utilizzo di uno scavatore. Al fine di facilitare l’estrazione, e per rimuovere il terreno attorno alle radici, e stato utilizzato un AIR-SPADE® (Series 2000) alimentato da un compressore in grado di fornire un getto d’aria di 8200 lminuto. Lo strumento e` dotato di un ugello supersonico in grado di far fuoriuscire l’aria ad una velocità circa doppia quella del suono. In questo modo e` stato rimosso il materiale poroso (suolo) evitando danneggiamenti agli apparati radicali. Gli apparati radicali estratti sono stati trasportati presso il CCR al fine di eseguire una scansione 3-D con l’ausilio del Laser measuremts System LARA 53500 (Zoller+Fröhlich GmbH). Le immagini ottenute sono state elaborate attraverso il software Reconstructor®. Le informazioni ottenute sono state confrontate con l’osservazione diretta degli apparati e con le immagini fornite dal GPR.

Citazione: Zenone T , Morelli G , Teobaldelli M , Matteucci G , Seufert G (2005). Analisi della struttura radicale su Populus x canadensis clone I 214 mediante utilizzo del Ground Penetrating Radar (GPR) come strumento d’indagine non invasiva: confronto fra metodologie dirette e indirette . 5° Congresso Nazionale SISEF, Grugliasco (TO), 27 – 29 Set 2005, Contributo no. #c5.2.13