c5.1.1 – Diversità plastidiale, mitocondriale e nucleare in specie forestale: un’analisi comparata

Vendramin GG* (1), Dumini G (2), Fineschi S (3), Hampte A (4), Salvini D (3), Sebastiani F (5), Petit RJ (2)

(1) CNR, Plant Genetics Institute, Florence division, v. Madonna del Piano, 50019 Sesto Fiorentino (FI) – (2) INRA, UMR Biodiversity, Genes and Ecosystems, 69 Route d’Arcachon, F-33612 Cestas Cedex, France, (3) CNR, Istituto per la Protezione delle Piante
Collocazione: c5.1.1 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
5° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Biodiversità, monitoraggio (LTER) e fattori perturbativi” *

Contatto: GG Vendramin (giovanni.vendramin@igv.cnr.it)

Abstract: Le piante rappresentano un importante modello per studiare il ruolo svolto dal flusso genico nel determinare la distribuzione della diversità genetica. I loro tre genomi (plastidiale, mitocondriale e nucleare) sono caratterizzati da diverse modalità di trasmissione e quindi manifestano diversi livelli di flusso genico. Sulla base di dati relativi a 183 specie appartenenti a 103 generi e 52 famiglie, è stato dimostrato che la precisone della stima della differeziazione genetica (GST) utilizzata per fare inferenze relative al flusso genico è dipendente in modo significativo dal numero di popolazioni campionate. Le modalità di trasmissione dei tre genomi hanno un effetto significativo sulla stima di GST: marcatori ad ereditarietà materna manifestano valori molto più elevati (mediana pari a 0.67) di differenziazione genetica rispetto a quelli stimati con marcatori ad ereditarietà paterna o biparentale (pari a circa 0.10). Valori di GST ottenuti con marcatori plastidiali e mitocondriali co-variano allorchè ambedue i genomi sono ad ereditarietà materna (latifoglie), mentre GST stimati con marcatori plastidiali e nucleari covariano ma in modo molto meno significativo. Stime di GST con marcatori mitocondriali sono indipendenti da quelle ottenute con marcatori nucleari. Il flusso genico via polline è in genere di almeno un ordine di grandezza superiore a quello via seme (valore mediano del rapporto tra flusso genico via polline e via seme uguale a circa 17). Il flusso genico via polline e via seme variano in modo indipendente tra specie. Infine, la presenza di una struttura filogeografica è una caratteristica comune alla maggior parte delle specie vegetali analizzate. Vengono forniti alcuni esempi e vengono presentate e discusse possibili applicazioni degli studi filogeografici.

Citazione: Vendramin GG , Dumini G , Fineschi S , Hampte A , Salvini D , Sebastiani F , Petit RJ (2005). Diversità plastidiale, mitocondriale e nucleare in specie forestale: un’analisi comparata . 5° Congresso Nazionale SISEF, Grugliasco (TO), 27 – 29 Set 2005, Contributo no. #c5.1.1