c3.4.1 – Prove di potatura su noce (Juglans regia L.) in impianti di arboricoltura da legno

Pividori M (1)*, Buresti E (2)

(1) Dip. Agroselviter, Università di Torino, (2) Istituto Sperimentale per la Selvicoltura, Arezzo
Collocazione: c3.4.1 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
3° Congresso SISEF *
Sessione 4: “Arboricoltura per la produzione e per l’ambiente” *

Contatto: Mario Pividori (pividori@agraria.unito.it)

Abstract: L’impianto di noce e ciliegio sul quale è stata condotta la sperimentazione si trova nel comune di Sezzadio (AL). Il sesto è rettangolare e la distanza di impianto è di 7×4 m. Il è stato messo a dimora a radice nuda nel 1995. Sono stati eseguiti due tipi potatura. La prima, (“scoronatura”), ha previsto l’eliminazione dei rami che superano in altezza la cicatrice della freccia apicale. In questo caso sono stati utilizzati 40 noci, 15 potati in inverno, 15 in estate e 10 testimoni. La prova era tesa ad evidenziare l’influenza della scoronatura sugli accrescimenti della freccia apicale e sull’emissione di rami di primo ordine sulla freccia apicale. La seconda prova (“taglio di ritorno”), prevedeva l’accorciamento dei rami più bassi di maggiori dimensioni, ad una distanza di circa 50 cm dal fusto, eseguendo l’operazione appena sopra una gemma rivolta verso il basso. Lo scopo di tale intervento era quello di limitare la crescita diametrica dei rami potati, senza intervenire pesantemente con l’eliminazione degli stessi. La “scoronatura” ha evidenziato una maggior sviluppo dei rami emessi sulla freccia apicale dell’anno 1999 ma in effetti i valori sono molto vicini a quelli rilevati sui testimoni e non si può dimostrare una effettiva corrispondenza tra il taglio e l’effetto voluto. Anche il numero di questi rametti sembra più correlato alla lunghezza della freccia apicale che non alla potatura. Lo sviluppo diametrico dei rami potati con il “taglio di ritorno” invernale è stato inferiore rispetto a quello riscontrato sui soggetti non potati. La differenza tra le due prove è piuttosto elevata ed è risultata significativa. Inoltre, i rami potati, hanno emesso rami di secondo ordine capaci di svilupparsi notevolmente raggiungendo dimensioni paragonabili ai rami di prim’ordine non potati. Il taglio di ritorno sembra quindi utile nel controllo della crescita dei rami di prim’ordine senza provocare riduzioni.

Citazione: Pividori M , Buresti E (2001). Prove di potatura su noce (Juglans regia L.) in impianti di arboricoltura da legno . 3° Congresso Nazionale SISEF, Viterbo, 15 – 18 Ott 2001, Contributo no. #c3.4.1