c3.3.2 – Tecniche vivaistiche per l’ottenimento di piante di quercia da sughero da destinare ai rimboschimenti

Monteleone I*, Belletti P

DIVAPRA Genetica Agraria, Università di Torino
Collocazione: c3.3.2 – Tipo Comunicazione: Poster
3° Congresso SISEF *
Sessione 3: “Foreste e selvicoltura per la protezione del territorio” *

Contatto: Ignazio Monteleone (monteleo@agraria.unito.it)

Abstract: La sughera presenta aspetti di grande interesse, sia dal punto di vista produttivo che ecologico. Tuttavia, nell’area in cui la specie è diffusa, i popolamenti presentano un’età avanzata e tale da pregiudicarne la produttività e la funzionalità ecologica. Il ringiovanimento delle sugherete è ostacolato dalle difficoltà legate alla rinnovazione naturale e dalla scarsa disponibilità di materiale vivaistico di qualità. La Comunità Europea ha finanziato un progetto di ricerca, volto ad identificare le più idonee tecniche per l’ottenimento di piantine di sughera di elevata qualità e di cui si presentano in questa sede alcuni dei risultati più significativi. Per quanto concerne la raccolta delle ghiande è stato verificato come la disposizione di teloni sotto la loro chioma abbia consentito l’ottenimento di semi con una migliore germinabilità, sebbene il processo risulti più lento rispetto a quello di ghiande raccolte tradizionalmente a terra. Poiché i semi di sughera sono recalcitranti, la loro conservazione è possibile solo ad elevati livelli di umidità e per periodi molto brevi. Ghiande con il 42% di contenuto idrico sono state conservate per 9 mesi a 0°C senza alcuna perdita di germinabilità. La conservazione a temperature superiori si è rivelata inadatta, così come quella di ghiande con un livello di umidità del 34%. Benché i semi di sughera presentino una leggera dormienza, i trattamenti di stratificazione sono risultati scarsamente efficaci. Infatti, nei casi in cui non viene ridotta la vitalità dei semi, la germinazione viene anticipata di un tempo che è nettamente inferiore alla durata del trattamento stesso. La termoterapia (immersione dei semi in acqua a 45°C per un periodo compreso tra i 30 minuti e le due ore) si è rivelata una tecnica efficiente per eliminare le larve di insetti presenti all’interno dei semi, senza nel contempo danneggiare né il vigore né la conservabilità dei semi stessi.

Citazione: Monteleone I, Belletti P (2001). Tecniche vivaistiche per l’ottenimento di piante di quercia da sughero da destinare ai rimboschimenti . 3° Congresso Nazionale SISEF, Viterbo, 15 – 18 Ott 2001, Contributo no. #c3.3.2