c3.1.8 – Metodologie quantitative per la definizione di priorità di conservazione delle risorse genetiche in specie forestali

Bucci G (1)*, Sansotta A (2), Cherubini M (2), Villani F (2)

(1) Istituto Miglioramento Genetico Piante Forestali – CNR, v. Atto Vannucci, 13 – 50134 Firenze (2) Istituto per l’Agriselvicoltura – CNR, v.le Marconi 2 – 05010 Porano TR
Collocazione: c3.1.8 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
3° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Foreste e selvicoltura per la conservazione della biodiversità” *

Contatto: Gabriele Bucci (bucci@imgpf.fi.cnr.it)

Abstract: La scarsa conoscenza delle relazione che intercorre tra biodiversità e funzionalità dei processi ecosistemici rende spesso aleatoria l’attribuzione di un ‘valore di conservazione’ alle risorse genetiche di specie forestali su base funzionale. D’altro canto, in situazioni di limitate disponibilità finanziarie, è spesso impossibile procedere alla salvaguardia della biodiversità a tutto campo, ed è quindi indispensabile individuare gli stock genetici che richiedono interventi più urgenti. E’ quindi necessario procedere all’individuazione di criteri e strategie basate su dati quantitativi e metodologie d’indagine standardizzate e scientificamente corrette che possano fornire informazioni sulle dinamiche popolazionistiche in atto, e al contempo possano costituire un utile base per il processo decisionale. Lo scopo di questo contributo è di mostrare l’applicazione di alcuni approcci metodologici allo studio della biodiversità in Castanea sativa per la messa a punto di strategie di conservazione delle risorse genetiche della specie, e per l’individuazione di priorità di conservazione. Lo studio è focalizzato sull’utilizzo due tipi di parametri popolazionistici basati su marcatori genetici: (1) misure di biodiversità statiche (intrinseca: diversità genica, ricchezza allelica, etc.; ed estrinseca: divergenza genetica locale e globale); (2) misure relative alla dinamica della biodiversità (dimensioni effettive delle popolazioni, tasso di autofecondazione, flusso genico, ecc.). L’analisi ha prodotto stime delle dimensioni effettive delle popolazioni italiane preoccupantemente basse. La sovrapposizione di dati climatici, palinologici e fitopatologici e di dati genetici ha permesso l’individuazione e la classificazione delle aree omogenee all’interno dell’areale del castagno. L’applicazione di alcune analisi statistiche avanzate ha inoltre permesso l’assegnazione di ‘valori di conservazione’ e l’individuazione di priorità di conservazione delle risorse genetiche studiate.

Citazione: Bucci G , Sansotta A , Cherubini M , Villani F (2001). Metodologie quantitative per la definizione di priorità di conservazione delle risorse genetiche in specie forestali . 3° Congresso Nazionale SISEF, Viterbo, 15 – 18 Ott 2001, Contributo no. #c3.1.8