c3.1.5 – Utilità dei microsatelliti plastidiali in studi di filogeografia

Vendramin GG (1)*, Anzidei M (1), Bucci G (1), Carnevale S (1), Pastorelli R (1), Salvini D (2), Taurchini D (2), Fineschi S (2)

(1) CNR Istituto Miglioramento Genetico Piante Forestali, Firenze; (2) CNR Istituto per l’Agroselvicoltura, Porano – TR
Collocazione: c3.1.5 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
3° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Foreste e selvicoltura per la conservazione della biodiversità” *

Contatto: Giovanni Giuseppe Vendramin (vendramin@imgpf.fi.cnr.it)

Abstract: L’attuale distribuzione della diversità genetica a livello del DNA cloroplastico in molte specie arboree è stata influenzata dagli eventi glaciali dell’ultimo periodo del Quaternario, dalla successiva fase di espansione post-glaciale, e dall’impatto delle attività umane. Un altro importante fattore è rappresentato dalle caratteristiche biologiche delle singole specie, in particolare dai differenti meccanismi per la dispersione di polline e di semi. Il genoma plastidiale, a ereditarietà uniparentale, è particolarmente utile per studi di filogeografia; tuttavia non è facile rilevare polimorfismi utili a livello di popolazione a causa del ridotto tasso di sostituzioni che avvengono nel genoma cloroplastico. I microsatelliti plastidiali sono marcatori che generalmente manifestano un elevato livello di variabilità intraspecifica e quindi consentono di superare questo problema. Negli ultimi anni numerosi primer universali per l’amplificazione di microsatelliti plastidiali sono stati disegnati, sia per conifere che per latifoglie, in grado di generare frammenti che manifestano polimorfismo di lunghezza. A tutt’oggi sono ancora poche le informazioni disponibili sull’origine del polimorfismo. Sei microsatelliti plastidiali sono stati utilizzati con successo in 22 specie di angiosperme arboree e arbustive appartenenti a diverse famiglie a conferma dell’elevato grado di universalità di questi marcatori. Dati di sequenza, oltre a confermare la presenza della regione microsatellite nel prodotto di amplificazione, hanno permesso di osservare una chiara relazione tra struttura della regione microsatellite e grado di polimorfismo. Vengono quindi riportati alcuni esempi di applicazione di marcatori microsatelliti in studi di filogeografia, in latifoglie e conifere, che hanno messo in evidenza le relazioni esistenti tra distribuzione della diversità e: 1) meccanismi di dispersione di semi e polline; 2) processi migratori avvenuti nel post-glaciale; 3) influenza antropica.

Citazione: Vendramin GG , Anzidei M , Bucci G , Carnevale S , Pastorelli R , Salvini D , Taurchini D , Fineschi S (2001). Utilità dei microsatelliti plastidiali in studi di filogeografia . 3° Congresso Nazionale SISEF, Viterbo, 15 – 18 Ott 2001, Contributo no. #c3.1.5