c3.1.23 – Effetti della gestione forestale sulla comunità ornitica in un area protetta del Lazio

Papi R*

Riserva Naturale Monte Rufeno – 01021 Acquapendente VT
Collocazione: c3.1.23 – Tipo Comunicazione: Poster
3° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Foreste e selvicoltura per la conservazione della biodiversità” *

Contatto: Roberto Papi (picchioverde@tin.it)

Abstract: La Riserva Monte Rufeno, estesa su 2.900 ha di proprietà demaniale, è ricoperta da estesi querceti misti e da 600 ha di rimboschimenti a conifere. Dal 1993 sono iniziate le operazioni colturali previste dal PAF: tagli di avviamento ad alto fusto per i cedui invecchiati e diradamenti per le pinete. In otto anni sono stati interessati dagli interventi 500 ha di querceti e 250 ha di pinete. Viene asportata in media il 30-35 % della massa arborea. Per salvaguardare la ricchezza faunistica della Riserva sono stati adottati alcuni criteri negli interventi: rilascio delle piante di grandi dimensioni, di quelle morte o con cavità, conservazione delle specie ‘secondarie’ (aceri ecc.) e dello strato arbustivo, esbosco a basso impatto tramite muli. Per monitorare l’impatto degli interventi sulla fauna si utilizza la comunità di uccelli nifìdificanti, esclusi i rapaci . Dal 1995 sono iniziati i censimenti con il metodo dei punti di ascolto in 18 particelle dove erano previsti gli interventi ripetendoli la primavera successiva ai tagli e 3-4 anni dopo. Sono stati analizzati i parametri classici di comunità (ricchezza, abbondanza, diversità, percentuale non passeriformi) oltre ad un’analisi per gruppi ecologici. Nel querceto tutti i parametri, che tendono ad aumentare nei boschi ad evoluzione naturale, mostrano un andamento simile: un calo appena dopo il taglio e l’aumento dopo 3-4 anni a valori superiori rispetto a quelli registrati prima del taglio. Nelle pinete, invece, i parametri dopo il calo successivo al taglio rimangono costanti anche dopo 3-4 anni. La causa può essere il relativo isolamento delle pinete che hanno più specie ecotonali rispetto ai querceti. Si evidenzia un basso impatto delle attività forestali sull’avifauna con rapido recupero nel caso dei querceti.

Citazione: Papi R (2001). Effetti della gestione forestale sulla comunità ornitica in un area protetta del Lazio . 3° Congresso Nazionale SISEF, Viterbo, 15 – 18 Ott 2001, Contributo no. #c3.1.23