c3.1.17 – Viaggiare sulle scale dell’humus

Zanella A (1), Frizzera L (2), Galvan P (2), Zampedri R (2), Valenti A (1), Nicolini G (2), Viola F (1)

(1) Dip.to TeSAF, Università di Padova, Agripolis v. Romea 16 – 35020 Legnaro PD (2) Centro di Ecologia Alpina, viote del Monte Bondone – 38040 Sardagna TN
Collocazione: c3.1.17 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
3° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Foreste e selvicoltura per la conservazione della biodiversità” *

Contatto: Augusto Zanella (augusto.zanella@unipd.it)

Abstract: Per capire come funziona il bosco, proponiamo di osservare l’humus a tre diverse scale: – di tipo forestale, per trovare la velocità di funzionamento di periodo annuale del sistema; – di eco-unità, per misurare la velocità nel lungo percorso di rinnovazione della foresta; – di micromorfologia, intravedendo la complessità dell’humus, con ripercussioni di rilievo sulla biodiversità. E’ noto che lo studio delle forme di humus permette di stimare la velocità di riciclo della parte di produzione primaria che l’ecosistema investe nel suolo. Le forme lente sono chiamate MOR e corrispondono a condizioni di ambiente sfavorevoli all’attività biologica (tipi forestali in climi freddi o su roccie acide). Le forme rapide sono quelle in cui tutte le foglie cadute al suolo vengono riciclate entro l’anno; queste forme, dette MULL, caratterizzano gli ambienti temperati. Quando, in situazioni di clima e roccia intermedi, l’attività biologica riesce a trasformare nel corso dell’anno solo una parte delle foglie cadute si formano i MODER. Questo schema semplificato non permette la cartografia a grande scala delle forme di humus. La corrispondenza tipo forestale (tipo di ambiente)’forma di humus non è univoca, poiché le forme di humus sono legate anche alla dinamica del bosco: i boschi giovani si associano a forme lente, gli alberi vecchi a quelle veloci. Inoltre, le sfumature tra una forma e l’altra dipendono dall’armonia di tutti gli altri parametri stazionali, i quali rendono infinita la gamma. Il riciclo delle lettiere è opera di innumerevoli specie di animali, piante e funghi, rappresentati da centinaia di individui al metro quadrato. Tali organismi cambiano con l’ambiente in cui esplicano la loro funzione, in modo da adattare il loro ciclo di vita al ritmo locale. Le ricadute della loro attività sono importanti sia in termini di potenziale specifico dell’ambiente, sia come incidenza sul mosaico paesaggistico a piccola (per tipo forestale) e grande scala (per fase dinamica o per sinusia).

Citazione: Zanella A , Frizzera L , Galvan P , Zampedri R , Valenti A , Nicolini G , Viola F (2001). Viaggiare sulle scale dell’humus . 3° Congresso Nazionale SISEF, Viterbo, 15 – 18 Ott 2001, Contributo no. #c3.1.17