c2.6.9 – Interventi di miglioramento di querceti deperienti della Murgia barese e tarantina

Campanile D, Manicone RD

Ispettorato Regionale delle Foreste – Regione Puglia, v. P. Gobetti, 26 – 70125 Bari (BA)
Collocazione: c2.6.9 – Tipo Comunicazione: Poster
2° Congresso SISEF *
Sessione 6: “Posters” *

Abstract: Negli ultimi decenni si sono verificati sempre più di frequente, nei querceti mediterranei, particolari stati di deperimento culminati con attacchi di insetti o funghi patogeni. Alla base di questo fenomeno si sono riscontrati, quasi sempre, condizioni edafiche non ottimali, andamenti climatici avversi, cure colturali inadeguate ed un progressivo stato di abbandono, con conseguente diminuzione della resistenza delle piante ai parassiti. Da rilievi effettuati in boschi radicati in Puglia, sulla Murgia barese e tarantina (Mottola, Martina Franca e Laterza, in provincia di Taranto, di Cassano Murge, Putignano e Alberobello, in provincia di Bari) si sono riscontrati indici di deperimento molto elevati. Nei querceti dove la situazione sanitaria risultava più preoccupante, si è verificata, successivamente al disseccamento delle piante deperienti, la morte dei loro apparati radicali. Gli interventi di miglioramento realizzati negli ultimi anni anche grazie agli aiuti comunitari, hanno permesso di rilevare che la mancata applicazione di specifiche tecniche selvicolturali ha determinato, oltre alla morte di un alto numero di querce, in alcuni casi, una involuzione dell’ecosistema bosco in senso xerico. Estremamente preoccupante, infatti, è risultata la situazione rilevata in numerosi boschi di fragno (Quercus trojana Webb.) nei quali si è riscontrata una preponderante rinnovazione di roverella e/o di specie tipiche della macchia mediterranea a scapito di quella di fragno. Dai rilievi effettuati nei boschi dove sono stati realizzati interventi di miglioramento, si è rilevato che tutte le piante, anche se fortemente deperienti e con limitatissimi segni di vitalità (matricine o polloni totalmente secchi con qualche ramo epicomico vegetante), hanno reagito positivamente alla riceppatura, mostrando, dopo appena una stagione vegetativa, polloni sani e vigorosi. Una programmazione forestale attenta ai problemi ecofisiologici dei soprassuoli deperienti, deve però considerare tali esperienze selvicolturali come la prima fase di un piano di recupero e risanamento dell’ecosistema quercino, da completare con interventi successivi. Risulta, quindi, oltremodo necessario prevedere azioni di ringiovanimento del popolamento quercino attraverso la messa a dimora di piantine autoctone derivanti da seme raccolto in loco da esemplari portaseme con ottimali caratteristiche fenotipiche.

Citazione: Campanile D, Manicone RD (1999). Interventi di miglioramento di querceti deperienti della Murgia barese e tarantina . 2° Congresso Nazionale SISEF, Bologna, 20 – 22 Ott 1999, Contributo no. #c2.6.9