c2.5.5 – I semiochimici nel controllo degli insetti dannosi alle foreste

Rotundo G*, Germinara GS, De Cristofaro A

Dip. S.A.V.A., Università del Molise, Via De Sanctis, 86100 Campobasso (CB)
Collocazione: c2.5.5 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
2° Congresso SISEF *
Sessione 5: “Metabolismo secondario e fattori di stress: dagli indicatori alle strategie di mitigazione” *

Abstract: Le foreste, per la complessità dell’ecosistema, richiedono interventi fitoiatrici a basso impatto ambientale. I semiochimici, sostanze chimiche-segnale emessi da un organismo e ricevute da individui della stessa specie (feromoni) o di specie diversa (allomoni, cairomoni, sinomoni, apneumoni), possono contribuire a migliorare il controllo di insetti dannosi alle piante forestali. Negli ultimi decenni, con la messa a punto di tecniche analitiche sofisticate, sono state identificate diverse sostanze in grado modificare il comportamento degli insetti (IBR); tuttavia, solo alcune di esse hanno trovato applicazione pratica. Diversi tipi di feromoni (sessuale, aggregazione e dispersione), sono stati utilizzati per il controllo di Lepidotteri e Coleotteri di interesse forestale, mentre gli allomoni solo per alcuni Coleotteri. Alcune sostanze sono state impiegate per il monitoraggio (catture-spia) di fitofagi dannosi e, in misura minore, per il loro controllo diretto (cattura massale, confusione sessuale, lotta attratticida); nel presente lavoro si riportano alcuni esempi. L’efficacia dei metodi citati dipende principalmente dal potere attrattivo e selettività della miscela, dal modello di trappola, dalla natura del dispensatore e da fattori ambientali. Al fine di superare problemi applicativi, specifici del complesso ambiente forestale, è necessario che le ricerche siano indirizzate alla messa a punto di nuovi tipi di dispensatori e metodi di distribuzione.

Citazione: Rotundo G, Germinara GS, De Cristofaro A (1999). I semiochimici nel controllo degli insetti dannosi alle foreste . 2° Congresso Nazionale SISEF, Bologna, 20 – 22 Ott 1999, Contributo no. #c2.5.5