c2.4.9 – CSEM: un modello per la stima del bilancio del carbonio nel settore forestale in Italia

Ciccarese L* (1), Pettenella D (2)

(1) Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente – Via Brancati 48 – 00144 Roma; (2) Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-forestali, Università di Padova – Via Romea – 35020 Legnaro (PD)
Collocazione: c2.4.9 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
2° Congresso SISEF *
Sessione 4: “Foreste e cambiamenti climatici: ricerca e applicazioni dopo Kyoto” *

Abstract: A seguito della United Framework Convention on Climate Change (UNFCCC), il Protocollo di Kyoto ha portato alla definizione, per i Paesi firmatari di precisi impegni di riduzione delle emissioni nette di gas clima-alteranti. Lo stesso Protocollo, riconoscendo alle foreste una funzione di mitigazione dei cambi climatici, stabilisce che le quote di emissioni assegnate a ciascun Paese possono essere modificate sulla base delle variazioni degli stock di carbonio (C) nei sistemi forestali. Tutti i Paesi che hanno firmato l’UNFCCC dovranno regolarmente registrare nelle comunicazioni nazionali i cambiamenti d’uso del suolo, effettuando un bilancio delle emissioni e degli assorbimenti di C. A questo scopo l’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente e il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-forestali dell’Università di Padova hanno sviluppato un modello, denominato Carbon Stock Evaluation Model (CSEM) per la stima del bilancio annuale del C contenuto negli ecosistemi forestali e nei prodotti legnosi in Italia. CSEM è un modello dinamico, su scala regionale e modulare, in quanto consente di stimare il C fissato nelle formazioni forestali in quattro fasi successive, corrispondenti ai quattro principali pool: alberi, sottobosco, lettiera e suolo. Per la stima del C temporaneamente fissato nella biomassa arborea, CSEM usa le provvigioni legnose medie unitarie e gli incrementi medi unitari come input di partenza (dati inventariali regionali o locali). Per le superfici sono stati assunti i dati delle diverse categorie di superfici forestali registrate su scala regionale da Corine Land Cover. Alcune serie storiche di dati di fonte ISTAT sono state usate per la costruzione di equazioni di regressione, necessarie per rendere dinamici i dati Corine Land Cover. Le provvigioni e gli incrementi totali, con valori differenti a seconda delle diverse formazioni forestali, sono poi convertite, attraverso predefiniti fattori di conversione, in C totale fissato nella biomassa arborea (epigea e ipogea). Il C negli altri pool è ricavato da equazioni empiriche, basate su informazioni derivanti da studi a livello nazionale e dalla letteratura internazionale. Un modulo a parte del programma consente di valutare il ruolo di particolari processi che, con segno diverso, influiscono sulle variazioni di C fissato: i prelievi di biomasse legnose, gli incendi e i danni di nuovo tipo. Dall’applicazione di CSEM il C stimato nelle foreste italiane nel 1996 è stato pari a 1.051 Mt, con un bilancio netto di 2,3 Mt. Un ultimo modulo del programma consente di valutare un aspetto per ora ancora controverso relativo alla realizzazi one di inventari: il C fissato nei prodotti legnosi, la cui produzione e utilizzazione hanno l’effetto di allungare il periodo di temporanea fissazione del C nel settore forestale. In particolare, per l’Italia l’inclusione dei prodotti legnosi (34,8 M di m3 anno-1 di consumo apparente) nella stima del bilancio assorbimenti-emissioni di C può essere significativo per il nostro settore forestale. CSEM considera, a partire dal 1950, i consumi di cinque differenti segmenti di mercato, con differenti cicli di vita: carta, edilizia, mobili, imballaggi, altri usi finali. Usando questo metodo di calcolo e mediante l’uso di fattori di conversione da legname grezzo a contenuto di carbonio, è stato calcolato che nel 1996 il bilancio netto di C ’sequestrato’ nei prodotti legnosi è stato pari a 0,39 Mt. Va ricordato che il modello è stato costruito e testato, ma molte delle variabili assunte deterministicamente sono di natura incerta. In effetti con la predisposizione di CSEM ci si è prefissati, più che una valutazio ne esatta del C grazie alle attività forestali, una ponderazione delle variabili più significative nel determinare lo stock e i flussi di C. Variazioni, anche significative, delle stime sin qui ottenute possono aversi, attraverso miglioramenti allo stesso modello, il reperimento di nuovi dati di base relativi allo stock di biomasse forestali presenti in alcuni contesti territoriali, la nostra migliore comprensione del ciclo del C.

Citazione: Ciccarese L , Pettenella D (1999). CSEM: un modello per la stima del bilancio del carbonio nel settore forestale in Italia . 2° Congresso Nazionale SISEF, Bologna, 20 – 22 Ott 1999, Contributo no. #c2.4.9