c2.2.9 – Diversità genetica in popolazioni Italiane di rovere [Quercus petraea (Matt.) Liebl.] determinata mediante analisi di caratteri morfologici e di microsatelliti nucleari e plastidiali

Bruschi P* (1), Vendramin GG (2), Bussotti F (1), Grossoni P (1)

(1) Dipartimento di Biologia Vegetale, Università di Firenze – (2) Istituto di Miglioramento Genetico delle Piante Forestali, CNR, Firenze
Collocazione: c2.2.9 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
2° Congresso SISEF *
Sessione 2: “Biodiversità nei sistemi forestali: dalle indagini di base alle prospettive applicative” *

Abstract: La rovere [Quercus petraea (Matt.) Liebl.] è specie ad ampia distribuzione il cui areale si estende dalla Spagna all’Ucraina e dalla Scozia alla Turchia. Le popolazioni italiane di rovere occupano l’estremo meridionale dell’areale ed il loro studio risulta di grande interesse per la comprensione dei processi di ricolonizzazione e degli effetti della frammentazione sulla struttura genetica della specie. L’obbiettivo di questa ricerca è stato quello di valutare il livello e la distribuzione della diversità genetica in 5 popolazioni italiane distribuite secondo un gradiente geografico Nord-Sud, mediante l’uso di caratteri morfologici e di marcatori molecolari ipervariabili (microsatelliti), sia a livello di genoma nucleare che plastidiale. L’analisi della morfologia fogliare ha dimostrato la mancanza di un cline latitudinale nella variazione, mentre ha evidenziato adattamenti ecotipici associabili alle caratteristiche ecostazionali. In particolare, le piante site in stazioni caratterizzate da una maggiore aridità, sia di natura climatica (Madonie) che edafica (Monterufoli), presentano evidenti adattamenti xeromorfici: tessuti fogliari più spessi, maggiore pubescenza, stomi più numerosi ma più piccoli. L’analisi molecolare ha evidenziato, sia a livello di genoma nucleare che plastidiale, una elevata variabilità intrapopolazione. Tuttavia, differenze significative al permutation test sono state osservate tra le popolazioni sia mediante marcatori nucleari che plastidiali (valori RST rispettivamente 18% e 39%). Il più elevato grado di differenziazione riscontrato a livello delle sequenze SSR plastidiali è in accordo con quanto già emerso in letteratura per le querce e per altre specie. Il basso ma significativo coefficiente di correlazione tra distanza geografica e distanza genetica, osservato a livello nucleare, suggerisce che l’isolamento per distanza potrebbe aver influito notevolmente sulla struttura genetica di queste popolazioni, con le stazioni più adiacenti esposte ad un più elevato flusso genico. Sicuramente altri fattori come ’founder effects’, ’bottlenecks’ e deriva genetica hanno influenzato le relazioni genetiche osservate tra queste popolazioni e la variabilità genetica oggi esistente potrebbe, quindi, essere il risultato combinato di flusso genico ed altri eventi evolutivi.

Citazione: Bruschi P , Vendramin GG , Bussotti F , Grossoni P (1999). Diversità genetica in popolazioni Italiane di rovere [Quercus petraea (Matt.) Liebl.] determinata mediante analisi di caratteri morfologici e di microsatelliti nucleari e plastidiali . 2° Congresso Nazionale SISEF, Bologna, 20 – 22 Ott 1999, Contributo no. #c2.2.9