c2.2.4 – Studio della variabilità geografica in faggio mediante marcatori cloroplastici

Vettori C*, Paffetti D, Giannini R

IMGPF-CNR, v. Atto Vannucci 13, 50134 Firenze (FI)
Collocazione: c2.2.4 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
2° Congresso SISEF *
Sessione 2: “Biodiversità nei sistemi forestali: dalle indagini di base alle prospettive applicative” *

Abstract: L’avvento di tecniche molecolari attraverso le quali identificare i marcatori a DNA in numero teoricamente illimitato (RFLP, RAPD, AFLP, Microsatelliti ecc.), ha reso possibile studi accurati di variabilità genetica e la costruzione di mappe genetiche per molte delle specie di interesse agro-forestale. In questa ricerca, incentrata sulla variabilità geografica del faggio, si è fatto ricorso a marcatori plastidiali. Si sono analizzate due regioni del cpDNA (DT e CD) attraverso l’uso di PCR ed RFLP. Queste due zone sono state amplificate con primer specifici ed il prodotto di amplificazione è stato sottoposto a digestione enzimatica rispettivamente con gli enzimi di restrizione HaeIII e TaqI. L’analisi è stata condotta su 40 popolazioni europee (Spagna, Francia, Svizzera, Austria, Slovacchia, Croazia, Ucraina, Romania, e Bulgaria – un individuo per ciascuna popolazione) e su 28 popolazioni italiane (cinque individui per popolazione) distribuite da nord a sud lungo l’areale naturale italiano del faggio. Fino ad oggi sono stati identificati, tra tutte le popolazioni analizzate, 6 aplotipi diversi: 4 presenti in tutta europa e 2 presenti esclusivamente nel centro-sud dell’Italia. Questi primi risultati indicano che l’Italia è la sede di uno degli ’hot spot’ di variabilità genetica del cpDNA confermando che il sud dell’Europa è uno dei principali rifugi postglaciali come risulta dalle mappe polliniche.

Citazione: Vettori C, Paffetti D, Giannini R (1999). Studio della variabilità geografica in faggio mediante marcatori cloroplastici . 2° Congresso Nazionale SISEF, Bologna, 20 – 22 Ott 1999, Contributo no. #c2.2.4