c2.2.14 – Interazione cono-insetti-vertebrati nel pino cembro: il caso del bosco dell’Alevè

Aimi A (1), Battisti A (2)

(1) Istituto di Entomologia agraria, Università di Padova, Agripolis 35020 Legnaro PD – (2) Istituto di Patologia e Zoologia forestale e agraria, Università di Firenze, Piazzale delle Cascine 28, 50144 Firenze
Collocazione: c2.2.14 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
2° Congresso SISEF *
Sessione 2: “Biodiversità nei sistemi forestali: dalle indagini di base alle prospettive applicative” *

Abstract: La generale povertà di sostanze nutritive disponibili all’interno dei tessuti vegetali è considerata uno dei principali fattori in grado di limitare l’aggressività degli insetti fitofagi. Tra le strutture vegetali più ricche di queste sostanze spiccano indubbiamente gli organi riproduttivi, soprattutto quelli femminili, nei quali la formazione dei semi porta a concentrare un’elevata quantità di nutrienti. Lo sfruttamento di questa risorsa, per quanto ricca, richiede però un’elevato tasso di specializzazione al fine di poter sincronizzare il ciclo vitale con i ritmi riproduttivi dell’ospite. Nonostante che un adattamento così spinto abbia già naturalmente limitato il numero di specie in grado di adottare una tale strategia, l’assenza di insetti spermocarpofagi specifici di P. cembra sembra un caso eccezionale meritevole d’attenzione. Da un’indagine triennale effettuata nella cembreta dell’Alevè (CN), sono state individuate poche specie di insetti in grado di danneggiare i coni, in numero nettamente inferiore a quello riscontrato in altre conifere. Il basso numero di specie e la scarsità del danno si spiegano con la presenza di barriere chimiche costitutive dei coni. La disponibilità di seme conseguente alla ridotta azione degli spermocarpofagi favorisce l’attività trofica di numerosi vertebrati e in particolare la nocciolaia (Nucifraga caryocatactes), la cui importanza nella dispersione del seme è ben nota. Le importanti barriere alla colonizzazione dei coni da parte degli insetti potrebbero essersi costituite durante la storia evolutiva del cembro, parallelamente all’interazione tra cono e nocciolaia, in quanto conferenti alla pianta un particolare vantaggio riproduttivo. Ciò avverrebbe attraverso una maggiore disponibilità di seme per la nocciolaia, consentendo una più efficace dispersione del seme.

Citazione: Aimi A , Battisti A (1999). Interazione cono-insetti-vertebrati nel pino cembro: il caso del bosco dell’Alevè . 2° Congresso Nazionale SISEF, Bologna, 20 – 22 Ott 1999, Contributo no. #c2.2.14