c1.5.1 – La ricerca in selvicoltura: problemi e possibili approcci metodologici

Paci M

Istituto di Selvicoltura, Università di Firenze
Collocazione: c1.5.1 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
1° Congresso SISEF *
Sessione 5: “Metodologie di ricerca e trasferimento in selvicoltura” *

Abstract: I grandi progressi registrati nel campo della biologia, della biometria, della tecnologia e dell’informatica, forniscono a chi voglia fare ricerca in campo selvicolturale strumenti di straordinaria potenzialità, che tuttavia non eliminano un problema di fondo e cioè i limiti insiti negli approcci non integrati, siano essi di tipo olistico o riduzionista. Si sottolinea la necessità di compiere studi attraverso la compenetrazione di differenti metodologie, e soprattutto di collegare fra loro ricercatori con specifiche competenze, ma allo stesso tempo capaci di trarre la sintesi dai molti elementi in gioco. In proposito, si riportano due esempi di possibile applicazione di approccio integrato: la foresta di Vallombrosa e la Fattoria di Gargonza nella Val di Chiana. In entrambi i casi la ricerca andrebbe condotta a vari livelli: 1) uno studio ad ampia scala finalizzato alla definizione della distribuzione spaziale dei vari tipi di uso dei suolo e, nell’ambito dei popolamenti forestali, delle diverse fitocenosi: dal confronto con le situazioni degli anni precedenti si dovrebbero dedurre le direzioni dei cambiamenti paesaggistici, quantificando i fenomeni con appositi indici applicati in ecologia del paesaggio; 2) uno studio in campo, a scala ridotta (analisi della struttura e della composizione specifica dei singoli popolamenti, nonché analisi dendrocronologiche, ecofisiologiche e morfologiche sulle singole piante), finalizzato a fornire indicazioni di dettaglio sull’influenza dei fattori stazionali nei confronti della diramica del paesaggio. Si tratterebbe, più in particolare, di studiare i meccanismi ecologici che controllano le successioni in campi abbandonati e le variazioni di struttura e di composizione specifica dei boschi. Uno studio sulla storia delle attività economiche del territorio, con relative indagini demografiche, dovrebbe invece spiegare le cause sociali delle trasformazioni. Solo in base a questa serie di informazioni di carattere ecologico, storico e socio-economico, il selvicoltore può fare la sintesi degli elementi che entrano in gioco e passare a proposte selvicolturali da sperimentare nel territorio in esame.

Citazione: Paci M (1997). La ricerca in selvicoltura: problemi e possibili approcci metodologici . 1° Congresso Nazionale SISEF, Legnaro (PD), 04 – 06 Giu 1997, Contributo no. #c1.5.1