c1.3.14 – Il ruolo delle zone ibride nello studio della biodiversità: il caso del castagno

Villani F, Sansotta A

Istituto per l’Agroselvicoltura, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Porano (TR)
Collocazione: c1.3.14 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
1° Congresso SISEF *
Sessione 3: “Biodiversità, strutture e funzioni delle comunità forestali” *

Abstract: Nell’ambito delle direttive per la salvaguardia della biodiversità, sancite dalla Convenzione di Rio, una delle azioni priotarie è identificare le aree di particolare valore biologico. In questo contesto, lo studio delle zone ibride riveste un’importanza fondamentale. Queste aree sono infatti da considerare “laboratori naturali” in cui è possibile studiare i processi evolutivi che modulano la variabilità genetica entro e tra specie e dove è possibile conservare e/o utilizzare diversità genetica derivata dall’incrocio e dalla ricombinazione tra due taxa. Nella presente comunicazione vengono riportati i risultati di uno studio condotto su popolazioni di Castanea sativa in Turchia in cui viene evidenziata una zona di contatto tra due “forme” geneticamente differenziate. L’analisi isoenzimatica è stata condotta a livello intrapopolazionistico ed interpopolazionistico utilizzando due set di dati: piante adulte e frutti (famiglie half-sib). E’ stato così possibile stimare il flusso genico, misurare il livello di introgressione e valutare le congruenze tra i pattern di variazione degli adulti rispetto a quelli dei loro frutti. I risultati hanno evidenziato: presenza di una effettiva area di introgressione, misurata mediante l’indice ibrido; bassi livelli di flusso genico ai limiti della zona ibrida; scostamento della distribuzione della varianza genetica dei frutti rispetto a quella delle piante madri. I risultati di questo studio permettono di trarre le seguenti conclusioni: a) presenza di una zona ibrida con un elevato potenziale adattativo dimostrato dagli alti livelli di variabilità; b) insistenza, su questa area, di meccanismi che regolano la sua espansione quali la riduzione di flusso genico e la pressione selettiva a carico di alcuni genotipi. I risultati di questa indagine vengono discussi in relazione alla necessità di salvaguardare e reintegrare il patrimonio genetico del castagno, specie sottoposta a intensi fenomeni di erosione genetica in conseguenza della plurisecolare domesticazione.

Citazione: Villani F, Sansotta A (1997). Il ruolo delle zone ibride nello studio della biodiversità: il caso del castagno . 1° Congresso Nazionale SISEF, Legnaro (PD), 04 – 06 Giu 1997, Contributo no. #c1.3.14