c1.1.8 – Variazioni climatiche e relazioni idriche di Larix decidua, Picea abies e Pinus cembra al limite superiore del bosco.

Anfodillo T, Rento S, Carraro V, Furlanetto L, Urbinati C, Carrer M

Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali, Università di Padova
Collocazione: c1.1.8 – Tipo Comunicazione: Presentazione orale
1° Congresso SISEF *
Sessione 1: “Impatto dei cambiamenti globali e del territorio sulle foreste” *

Abstract: L’ambiente di timberline delle Alpi Orientali è caratterizzato da un elevato apporto idrico durante il periodo vegetativo e, generalmente, da condizioni di basso deficit di pressione di vapore dell’atmosfera (vpd). Siccome le specie forestali si sono adattate a tali condizioni, quando si verificano moderati deficit idrici durante la stagione vegetativa gli alberi riducono sensibilmente le perdite traspirative attraverso un controllo stomatico molto efficiente. Sono state misurate le variazioni di potenziale idrico e di flusso traspirativo in Larix decidua Miller, Picea abies (L.) Karst. e Pinus cembra L. da giugno a ottobre 1996 in una zona di timberline nel Comune di Cortina d’Ampezzo (BL). Il potenziale xilematico di base è variato tra -0.3 e -1.0 MPa con modeste differenze tra le tre specie. Durante la stagione vegetativa il larice dimostra un progressivo decremento di potenziale xilematico minimo (da -0.45 a -1.93 MPa) fino a circa metà agosto, mentre l’abete rosso e il pino cembro raggiungono il loro minimo assoluto (rispettivamente -1.2 e -1.49 MPa) verso fine luglio in corrispondenza di un periodo di 10 giorni con scarsissime precipitazioni. Nel larice è stata misurata la maggiore densità media giornaliera di flusso di linfa (circa 3.3 dm3 dm-2 h-1 ) mentre i massimi valori in abete rosso e pino cembro sono stati rispettivamente 0.9 e 0.7 dm3 dm-2 h-1. Il larice ha dimostrato le più rapide variazioni di traspirazione in relazione al cambiamento di vpd. In tutte le specie si è osservato un deciso controllo stomatico a bassi valori di vpd (4-5 hPa). Sembra possibile classificare le tre specie in base alla diversa strategia di resistenza allo stress idrico: il larice sembra una specie capace di mantenere una traspirazione relativamente alta anche in periodi di deficit idrico grazie alla sua elevata capacità di assorbimento (specie disperditrice d’acqua), il pino cembro e l’abete rosso, invece, sembrano specie tipicamente conservatrici di acqua. Questi diversi comportamenti dovrebbero essere tenuti in considerazione nella definizione di possibili effetti di cambiamenti climatici sulla fisiologia delle piante forestali di alta quota.

Citazione: Anfodillo T, Rento S, Carraro V, Furlanetto L, Urbinati C, Carrer M (1997). Variazioni climatiche e relazioni idriche di Larix decidua, Picea abies e Pinus cembra al limite superiore del bosco. . 1° Congresso Nazionale SISEF, Legnaro (PD), 04 – 06 Giu 1997, Contributo no. #c1.1.8